Fitness · Frequenza di allenamento
Allenarsi sei o sette giorni a settimana significa avere un problema?
No. La frequenza di allenamento, presa da sola, non consente di stabilire la presenza di ortoressia, vigoressia o dipendenza dall’esercizio. Esistono sport, periodi di preparazione e livelli agonistici nei quali allenarsi quasi quotidianamente può essere perfettamente compatibile con una programmazione corretta. Quello che conta è il significato del comportamento, il tipo di carico, il recupero e la possibilità di adattare il programma alle circostanze.
Nel campione esaminato, tuttavia, chi dichiarava di allenarsi sei o sette giorni su sette mostrava una percentuale di sintomi ortoressici sensibilmente superiore rispetto ai gruppi con frequenze inferiori. Il dato suggerisce una relazione tra elevata frequenza di allenamento e rigidità alimentare, ma non dimostra che la prima produca la seconda. È possibile che alcune persone particolarmente coinvolte nel controllo del corpo esprimano contemporaneamente entrambe le tendenze.
La distinzione pratica si osserva quando compare l’impossibilità di riposare. Un atleta può avere sei sedute previste e saltarne una se è malato, infortunato, stanco o impegnato in un evento familiare. Una persona con comportamento compulsivo può vivere la stessa variazione con ansia, colpa e paura di perdere forma fisica. Il problema non è quindi allenarsi il martedì, ma sentirsi obbligati ad allenarsi il martedì anche quando sarebbe ragionevole non farlo.
Lo stesso vale per il rapporto con la dieta. Una frequenza elevata può essere accompagnata da un’alimentazione adeguata, varia e sufficiente; oppure da restrizioni sempre più rigide, spuntini notturni, paura di saltare una quota proteica e necessità di portare cibo ovunque. Quando allenamento e nutrizione iniziano a sostenere lo stesso bisogno di controllo, l’associazione diventa più significativa.
È quindi sbagliato utilizzare il numero di sedute come soglia diagnostica. Può però essere un’informazione utile dentro una valutazione più ampia. Sei o sette allenamenti settimanali meritano attenzione se si accompagnano a incapacità di recuperare, rinuncia alla vita sociale, allenamento nonostante dolore o malattia, ansia nei giorni di riposo e alimentazione ossessivamente controllata. In assenza di questi elementi, il numero resta semplicemente una caratteristica del programma.
Fonte di approfondimento
Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione
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