Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Infanzia · Quantità di movimento

Quanto dovrebbe muoversi un bambino nei primi anni di vita?

Nei primi anni l'attività fisica dovrebbe occupare una parte consistente della giornata, ma non va immaginata come una lunga seduta di esercizio programmato. Per i bambini molto piccoli il movimento è distribuito in numerosi episodi: gioco a terra, esplorazione, gattonamento, cammino, corsa, salti, arrampicate e manipolazione di oggetti.

Già sotto l'anno di età è raccomandato offrire più occasioni di movimento nel corso della giornata, soprattutto attraverso attività interattive a pavimento. Quando il bambino diventa capace di camminare e poi di correre, la quantità può crescere rapidamente. Intorno ai tre anni l'obiettivo può arrivare a diverse ore complessive di attività quotidiana, distribuite tra gioco spontaneo, spostamenti e proposte organizzate.

Non deve essere tutta attività intensa. Una parte può essere leggera, una parte moderata e, man mano che il bambino cresce, può comparire una quota più vigorosa. Dopo i tre-quattro anni diventa possibile includere periodi nei quali corsa, giochi dinamici e altre attività aumentano in modo significativo l'impegno fisico.

È altrettanto importante limitare i periodi prolungati di immobilità durante la veglia. Il problema non è che un bambino si sieda per disegnare, leggere o giocare: sono attività importanti. Diventa meno favorevole trascorrere lunghi intervalli consecutivi in condizioni passive, soprattutto davanti a schermi, senza alternarli con esperienze motorie.

La quantità deve comunque rispettare lo sviluppo. Un bambino di due anni non ha bisogno di “fare sport” per raggiungere i propri livelli di attività; può muoversi molto semplicemente esplorando. A cinque o sei anni, invece, gioco-sport, percorsi, bicicletta e attività strutturate possono aumentare la varietà.

Anche il piacere è un indicatore. Nei più piccoli la motivazione al movimento è generalmente spontanea e l'adulto dovrebbe sostenerla senza trasformarla in un compito. Se la giornata offre spazi, materiali e occasioni adeguate, spesso è il bambino stesso a cercare il movimento.

Più che contare minuti con precisione, quindi, è utile chiedersi quanto spesso la giornata consenta di muoversi. Una quotidianità ricca di occasioni motorie costruisce competenze e abitudini molto più efficacemente di un'unica ora organizzata inserita in una settimana prevalentemente sedentaria.

Copertina di Attivi, sani e felici

Fonte di approfondimento

Attivi, sani e felici

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