Attività fisica · Cervello
L’attività fisica fa bene anche al cervello o serve soprattutto a muscoli e cuore?
L'attività fisica non riguarda soltanto muscoli, articolazioni, cuore e consumo energetico. Il cervello partecipa al movimento, lo organizza e lo controlla, ma riceve a sua volta una serie di stimoli che possono modificarne il funzionamento. È quindi un rapporto reciproco: il cervello permette di muoversi e il movimento influenza il cervello.
Gli effetti interessano funzioni molto diverse. Nei bambini l'attività fisica è associata a migliori prestazioni cognitive e sostiene processi di apprendimento che si sviluppano contemporaneamente alle competenze motorie. Nell'età adulta continuare a muoversi aiuta a mantenere attive funzioni cognitive, attenzione e capacità di adattamento. Nelle persone anziane l'esercizio regolare viene associato a una minore probabilità di declino cognitivo e, nelle fasi iniziali di alcune condizioni degenerative, può contribuire a rallentare la perdita di alcune funzioni e a sostenere memoria e attenzione.
I meccanismi non dipendono da un solo fattore. Durante e dopo l'esercizio cambiano flusso sanguigno, disponibilità di ossigeno, attività dei neurotrasmettitori e produzione di molecole che partecipano alla plasticità del sistema nervoso. Il dialogo non è limitato al cervello: muscolo, tessuto adiposo, fegato, intestino e microbiota producono segnali capaci di interagire con il sistema nervoso. Per questo ridurre l'attività fisica al semplice consumo di calorie significa descriverne solo una piccola parte.
Anche l'apprendimento motorio ha un valore specifico. Acquisire nuove abilità, coordinare movimenti, adattarsi a situazioni diverse e risolvere problemi motori significa sottoporre il cervello a un lavoro complesso. Il movimento diventa quindi anche una forma di esperienza cognitiva, soprattutto quando non è monotono ma richiede attenzione, decisione, orientamento e coordinazione.
Questo non implica che qualsiasi esercizio produca automaticamente gli stessi benefici, né che l'attività fisica possa sostituire terapie necessarie. Significa però riconoscere che mantenere il corpo attivo è anche un modo concreto per mantenere attivo il sistema nervoso. La distinzione tra allenare il corpo e allenare il cervello, quindi, è molto meno netta di quanto comunemente si immagini.
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