Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Gravidanza · Programmazione

Quante volte alla settimana e per quanto tempo è utile allenarsi in gravidanza?

La frequenza può essere relativamente elevata, purché le singole sedute siano proporzionate e ben distribuite. L'obiettivo generale è costruire continuità, non concentrare tutto l'esercizio in una o due sessioni molto impegnative. Per molte donne tre sedute settimanali rappresentano una base pratica; chi era già attiva può arrivare a quattro o cinque giorni, riducendo eventualmente la durata delle singole sessioni.

Come riferimento, un volume complessivo nell'ordine di 150 minuti settimanali consente di raggiungere una quantità significativa di attività. Le singole sedute possono durare circa 30-45 minuti nelle donne che partono da una condizione sedentaria o riferiscono maggiore affaticamento, mentre chi era già ben allenata può sostenere sessioni più lunghe, fino a circa un'ora, sempre verificando che alimentazione, idratazione e risposta allo sforzo siano adeguate.

Una seduta può essere organizzata in modo semplice: qualche minuto di riscaldamento aerobico, una parte centrale con esercizi contro resistenza e una fase conclusiva di mobilizzazione. In altri giorni si può privilegiare il lavoro aerobico e inserire esercizi per il pavimento pelvico. Questa alternanza consente di distribuire gli stimoli e di evitare un eccessivo affaticamento locale.

La frequenza deve comunque adattarsi al trimestre e alle sensazioni. Una donna che si allenava cinque volte alla settimana prima della gravidanza non è obbligata a mantenere lo stesso schema se la tolleranza cambia; allo stesso modo una persona precedentemente sedentaria non ha alcun motivo di tentare di raggiungere rapidamente volumi elevati.

Conta molto anche il recupero. Sedute più frequenti ma moderate possono risultare meglio gestibili rispetto a pochi allenamenti intensi, perché permettono di mantenere la temperatura corporea sotto controllo, recuperare tra gli esercizi e limitare le condizioni di affanno.

La quantità ideale non è quindi un numero da applicare rigidamente. È un intervallo da costruire attorno al livello di partenza, alla fase della gravidanza e alla risposta individuale. Il criterio più utile resta la regolarità: allenarsi in modo sostenibile per mesi è molto più vantaggioso che alternare periodi di inattività a brevi fasi di esercizio eccessivamente impegnativo.

Copertina di Attivi, sani e felici

Fonte di approfondimento

Attivi, sani e felici

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