Infanzia · Varietà
Perché per i bambini è meglio provare attività diverse invece di specializzarsi subito in uno sport?
Nei primi anni l'organismo e il sistema nervoso stanno costruendo un repertorio motorio molto ampio. Limitare precocemente le esperienze a pochi gesti ripetuti significa rinunciare a una parte delle opportunità di sviluppo che derivano da corsa, salti, lanci, equilibrio, ritmo, arrampicata, coordinazione occhio-mano e adattamento a situazioni sempre nuove.
Ogni attività offre qualcosa di diverso. Un gioco con la palla allena percezione delle traiettorie e coordinazione; una corsa su un terreno irregolare richiede equilibrio e adattamento; la musica permette di lavorare sul ritmo; arrampicarsi modifica la relazione tra forza, spazio e paura; nuotare espone a un ambiente nel quale gravità e appoggi sono completamente differenti.
Questa varietà ha anche un valore cognitivo. Il bambino deve continuamente risolvere piccoli problemi: quanto devo saltare, dove devo mettere il piede, con quanta forza devo lanciare, come devo cambiare direzione per evitare un ostacolo. Il movimento diventa quindi una forma di apprendimento.
La specializzazione precoce può inoltre spostare troppo presto il focus sul risultato. Se l'unico obiettivo è migliorare una prestazione specifica, il gioco rischia di diventare allenamento prima che il bambino abbia avuto il tempo di costruire una relazione libera con il movimento.
Diversificare non significa impedire a un bambino di avere una disciplina preferita. Se ama il calcio, il nuoto o la danza può certamente praticarli. È però utile che il resto della settimana continui a includere esperienze differenti, magari attraverso gioco libero, bicicletta, parco, percorsi o altre attività.
Anche la prevenzione della monotonia conta. I bambini cambiano interessi rapidamente e la possibilità di provare nuove proposte mantiene alta la motivazione. Una disciplina scelta a cinque anni non deve diventare un contratto per il futuro.
Il principio può essere riassunto con una parola: diversificare. Nei primi anni l'obiettivo non è produrre il gesto perfetto di una singola disciplina, ma costruire una base motoria abbastanza ricca da permettere al bambino, più avanti, di scegliere ciò che preferisce e affrontarlo con competenze più solide.
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