Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Educazione alimentare · Bambini

Perché educare all’alimentazione non significa semplicemente dire ai bambini che cosa devono mangiare?

Dire a un bambino che un alimento “fa bene” e un altro “fa male” è una forma molto povera di educazione alimentare. Mangiare non è soltanto introdurre nutrienti: coinvolge gusto, abitudini familiari, cultura, emozioni, relazioni, disponibilità economica, ambiente e perfino il modo in cui il cibo viene prodotto. Per questo l'educazione alimentare efficace deve essere molto più ampia di un elenco di prescrizioni.

Il primo obiettivo è costruire consapevolezza. Il bambino deve poter conoscere gli alimenti attraverso l'esperienza, non solo attraverso una spiegazione astratta. Toccare, osservare, annusare, assaggiare, preparare e confrontare cibi differenti consente di trasformare il pasto in un'occasione di apprendimento sensoriale. Questo è particolarmente importante nella prima infanzia, quando la conoscenza passa in larga parte dall'esplorazione concreta.

Il gioco offre un secondo strumento. Una situazione ludica riduce la pressione, permette di sperimentare senza la paura di sbagliare e rende il bambino protagonista. In questo modo si possono affrontare temi come provenienza degli alimenti, stagionalità, varietà, spreco, sostenibilità e sicurezza senza trasformare il momento educativo in una lezione moralistica.

Anche il contesto deve essere coerente. È difficile insegnare una relazione equilibrata con il cibo se la mensa, la famiglia, la scuola e i messaggi pubblicitari trasmettono indicazioni completamente diverse. Da qui nasce l'idea di corresponsabilità educativa: insegnanti, genitori, servizi di ristorazione e comunità devono contribuire, ciascuno nel proprio ruolo, alla costruzione delle abitudini.

Il rischio opposto è trasformare l'educazione alla salute in controllo. Parlare continuamente di calorie, peso o alimenti proibiti può produrre ansia invece che competenza. L'obiettivo dovrebbe essere favorire autonomia e capacità di scelta, non sorvegliare ogni boccone.

Un bambino educato all'alimentazione non è quello che conosce a memoria una piramide alimentare, ma quello che gradualmente comprende il valore del cibo, sa sperimentare senza paura, riconosce la varietà come una risorsa e cresce in un ambiente nel quale mangiare bene è una pratica normale, condivisa e compatibile con piacere e socialità.

Copertina di Attivi, sani e felici

Fonte di approfondimento

Attivi, sani e felici

Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari.