Gravidanza · Mobilità
Lo stretching in gravidanza è sempre consigliato perché rilassa e migliora la mobilità?
Lo stretching non è vietato, ma in gravidanza deve essere interpretato con maggiore cautela rispetto a quanto spesso si immagina. L'idea che l'allungamento sia per definizione un'attività innocua può portare a esagerare proprio in una fase nella quale le strutture articolari sono sottoposte a cambiamenti ormonali che aumentano la lassità.
Durante la gravidanza cresce la presenza di relaxina, un ormone che contribuisce a modificare la flessibilità dei tessuti connettivi. Questo adattamento è fisiologico, ma significa anche che la possibilità di raggiungere una posizione più ampia non coincide necessariamente con l'opportunità di spingersi fino a quel limite. Un allungamento vigoroso può aumentare il rischio di sovrasollecitare muscoli, tendini e articolazioni.
Per questo è preferibile privilegiare la mobilizzazione rispetto allo stretching statico intenso. Muovere le articolazioni attraverso escursioni ampie ma naturali, senza forzare, consente di mantenere una buona mobilità e può essere inserito nella fase conclusiva della seduta. I movimenti vanno eseguiti lentamente, accompagnati da respirazione fluida e senza ricercare sensazioni marcate di tensione.
Anche il riscaldamento conta. Prima di dedicarsi alla mobilità è utile che il corpo sia già stato attivato con qualche minuto di camminata, cyclette o altro lavoro leggero. Un tessuto caldo e preparato risponde meglio rispetto a un allungamento eseguito a freddo.
Con il procedere dei trimestri cambiano inoltre le posizioni da utilizzare. Alcune posture mantenute a lungo possono diventare scomode o poco indicate; ciò che funzionava nelle prime settimane può quindi richiedere adattamenti.
Questo non significa che si debba diventare rigide per prudenza. La mobilità resta importante per il comfort, per la gestione dei movimenti quotidiani e per il ritorno graduale alla calma dopo l'allenamento. Cambia però l'obiettivo: non aumentare al massimo la flessibilità, ma mantenere un'escursione articolare funzionale senza approfittare della maggiore lassità per spingersi oltre.
La gravidanza insegna ancora una volta che “più” non significa necessariamente “meglio”. Una mobilizzazione frequente, dolce e controllata è più coerente con la fase rispetto alla ricerca di posizioni estreme mantenute a lungo.
Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari.