Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Fisiologia · Comunicazione tra organi

Il muscolo comunica davvero con cervello, intestino e altri organi quando ci alleniamo?

Sì. Il muscolo scheletrico non deve essere considerato soltanto un tessuto che si accorcia per produrre movimento. Durante l'attività fisica modifica il proprio metabolismo e rilascia segnali capaci di influenzare altri organi. L'esercizio diventa così un evento sistemico, nel quale muscolo, fegato, tessuto adiposo, intestino, sistema nervoso e sistema immunitario comunicano reciprocamente.

Le molecole prodotte o modificate dal muscolo durante la contrazione vengono spesso indicate come miochine. Alcune partecipano alla regolazione del metabolismo, altre influenzano infiammazione, tessuto adiposo e funzioni del sistema nervoso. Questo aiuta a spiegare perché un'attività che apparentemente coinvolge soprattutto gambe o braccia possa avere effetti sulla glicemia, sul controllo del peso e sul benessere generale.

Anche il fegato partecipa. Durante l'esercizio deve contribuire a mantenere disponibile l'energia necessaria e modifica la produzione di sostanze che possono a loro volta comunicare con altri tessuti. Il tessuto adiposo non è un deposito inerte: produce mediatori che influenzano metabolismo e infiammazione.

L'intestino e il microbiota aggiungono un altro livello. L'attività fisica regolare può favorire una composizione microbica più funzionale e la produzione di metaboliti che raggiungono il circolo sanguigno. Alcuni di questi segnali possono arrivare al sistema nervoso direttamente o attraverso il nervo vago e contribuire alla regolazione di processi cerebrali.

Questa rete rende poco sensato cercare un singolo “organo bersaglio” dell'esercizio. Quando ci muoviamo aumentano la richiesta energetica, il flusso sanguigno e le necessità di coordinamento; l'organismo risponde in modo integrato.

Il principio vale anche al contrario. Una condizione di sedentarietà modifica progressivamente questa comunicazione, riduce alcuni stimoli favorevoli e può facilitare un ambiente metabolico e infiammatorio meno efficiente.

Pensare al muscolo come a un organo capace di comunicare cambia quindi il significato dell'allenamento. Aumentare forza o resistenza è certamente utile, ma ogni contrazione ripetuta nel tempo produce anche segnali che partecipano alla regolazione dell'intero organismo. È uno dei motivi per cui l'attività fisica regolare ha effetti così ampi e non può essere ridotta a “bruciare calorie”.

Copertina di Attivi, sani e felici

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