Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Infanzia · Attività fisica

Esiste un’età minima per iniziare a far muovere un bambino?

Non esiste un'età minima nel senso tradizionale del termine, perché il movimento accompagna lo sviluppo fin dai primi mesi di vita. Naturalmente non si parla di allenamento come per un adulto, ma di occasioni motorie adeguate alla fase di maturazione: stare sul pavimento, seguire un oggetto con lo sguardo, provare ad afferrarlo, rotolare, gattonare, alzarsi e successivamente camminare sono già esperienze fondamentali.

Nei bambini molto piccoli l'obiettivo è ridurre il tempo trascorso in una condizione di attesa passiva quando sono svegli e creare un ambiente sicuro nel quale possano esplorare. Un tappetino o una coperta, oggetti morbidi posti a distanza raggiungibile e la presenza attiva dell'adulto sono strumenti più che sufficienti.

Quando compaiono gattonamento e cammino, lo spazio di esplorazione può aumentare. Il bambino impara attraverso superfici, distanze, ostacoli e contatti differenti. La supervisione deve garantire la sicurezza senza trasformarsi in una continua limitazione di ogni tentativo. Cadere da una posizione bassa, rialzarsi e riprovare fanno parte del processo con cui si costruiscono equilibrio e controllo.

Con il passare dei mesi emergono gli schemi motori di base: camminare, correre, lanciare, saltare, arrampicarsi. Sono la grammatica del movimento e si sviluppano meglio quando vengono utilizzati spesso e in contesti variabili.

Il gioco è il mezzo principale. Non occorrono programmi rigidi né esercizi tecnici. I bambini sono naturalmente motivati dalla curiosità e dall'esplorazione; il compito dell'adulto è creare opportunità e partecipare, non trasformare ogni attività in una lezione.

Questo ha anche un significato più ampio. Le competenze motorie sono collegate allo sviluppo cognitivo, alla percezione del corpo, alla comunicazione e alla fiducia. Un bambino che può muoversi liberamente non sta semplicemente consumando energia: sta costruendo strumenti con cui conoscerà il mondo.

Quindi si può cominciare subito, purché il concetto di attività sia adattato all'età. Prima di pensare allo sport, bisogna pensare al movimento quotidiano, all'esplorazione e al gioco. È questa la base sulla quale, anni dopo, potranno essere costruite attività più strutturate.

Copertina di Attivi, sani e felici

Fonte di approfondimento

Attivi, sani e felici

Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari.