Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Infanzia · Sviluppo motorio

Come cambiano le capacità motorie del bambino tra i due e i sei anni?

Tra i due e i sei anni le capacità motorie cambiano rapidamente, ma non seguono un calendario identico per tutti. Le tappe rappresentano indicazioni generali e possono essere raggiunte con tempi leggermente diversi senza che questo significhi automaticamente la presenza di un problema.

Intorno ai due anni la camminata diventa più fluida, il bambino inizia ad abbozzare una corsa e migliora significativamente la manualità. Il controllo posturale è più stabile e si osserva progressivamente una preferenza nell'uso di un arto. A questa età l'esplorazione resta il motore principale: si muove perché vuole raggiungere, toccare, imitare e scoprire.

Verso i tre anni la corsa è più sicura, compaiono cambi di direzione più rapidi, piccoli salti e una maggiore capacità di camminare su superfici irregolari. Anche la presa degli oggetti migliora e il bambino diventa più consapevole del proprio corpo nello spazio.

A quattro anni le competenze si ampliano ulteriormente. Correre, lanciare e arrampicarsi diventano attività frequenti e la maggiore autonomia alimenta la curiosità. Il bambino può affrontare percorsi più vari e combinare movimenti differenti all'interno dello stesso gioco.

Intorno ai cinque anni equilibrio e corsa sono molto più controllati. Aumenta la fiducia nelle proprie capacità e cresce il desiderio di imitare ciò che fanno gli altri. È un momento particolarmente favorevole per proporre attività diversificate, senza trasformarle ancora in una specializzazione precoce.

A sei anni il repertorio motorio è ormai ampio: bicicletta, ritmo, corsa, salti e giochi di squadra possono essere affrontati con maggiore sicurezza. Rimane però una certa impulsività e la tendenza a sopravvalutare le proprie possibilità, motivo per cui la supervisione adulta continua a essere importante.

Queste tappe si costruiscono attraverso l'esperienza. Un ambiente ricco di occasioni motorie facilita l'acquisizione; una quotidianità molto sedentaria riduce invece il tempo disponibile per provare, sbagliare e migliorare.

Il confronto rigido con altri bambini è poco utile. Conta osservare la progressione individuale e offrire stimoli coerenti. Se esistono dubbi reali sullo sviluppo, il riferimento resta il pediatra; nella normalità, differenze moderate nei tempi fanno parte della variabilità fisiologica.

Copertina di Attivi, sani e felici

Fonte di approfondimento

Attivi, sani e felici

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