Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Allenamento · Recupero

Quanto bisogna recuperare tra una serie e l’altra?

Il tempo di recupero tra le serie non dovrebbe essere scelto guardando il cronometro in modo automatico, perché dipende da ciò che si vuole ottenere. Un recupero breve e uno lungo non sono due versioni equivalenti della stessa seduta: modificano la qualità del lavoro, il carico utilizzabile e il tipo di fatica accumulata.

Nel lavoro rivolto all’ipertrofia si utilizzano normalmente recuperi incompleti. L’obiettivo è mantenere un’elevata quantità di lavoro e produrre una combinazione di tensione meccanica e fatica che favorisca lo stimolo muscolare. Se però la pausa è eccessivamente breve e nella serie successiva il carico crolla, la tecnica peggiora o le ripetizioni si dimezzano, il vantaggio teorico del recupero breve viene perso.

Quando l’obiettivo principale è la forza massima, la logica cambia. Le serie impiegano carichi più elevati e il sistema neuromuscolare deve poter recuperare in modo molto più completo. Una pausa più lunga consente di ripristinare meglio le disponibilità energetiche immediate e di esprimere nuovamente un’elevata tensione. In questo contesto affrettare la serie successiva significa spesso trasformare un allenamento di forza in un lavoro condizionato soprattutto dalla fatica.

Anche la scelta di lavorare a cedimento o con buffer modifica i recuperi. Fermarsi con alcune ripetizioni ancora potenzialmente disponibili riduce la fatica e può consentire pause più brevi, un volume maggiore o una frequenza di allenamento superiore. Portare ogni serie all’esaurimento richiede invece un costo di recupero più elevato.

Non esiste quindi un numero di secondi valido per ogni esercizio. Una serie pesante di squat richiede normalmente più recupero di una serie di isolamento per un piccolo distretto muscolare. Conta inoltre il livello del soggetto: l’atleta allenato, il principiante e chi sta tornando dopo un periodo di stop possono rispondere in modo differente.

La regola più utile è questa: il recupero deve essere abbastanza lungo da permettere alla serie successiva di conservare la qualità richiesta dall’obiettivo. Se l’obiettivo è forza, deve tornare la capacità di produrre forza; se è ipertrofia, si accetta un recupero più incompleto, ma non al punto da sacrificare il gesto. Il recupero è quindi una variabile allenante, non una pausa passiva.

Copertina di A scuola di fitness

Fonte di approfondimento

A scuola di fitness

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