Il polimorfismo del gene MTHFR (metilentetraidrofolato reduttasi) rappresenta una condizione genetica estremamente rilevante per la salute riproduttiva, in quanto influenza direttamente il metabolismo dei folati e i livelli di omocisteina nel sangue. Sebbene non sia una causa diretta e assoluta di sterilità, agisce come un importante fattore predisponente che può ostacolare il concepimento e compromettere il decorso della gravidanza.
Il gene MTHFR è responsabile della produzione di un enzima che converte il folato (vitamina B9) nella sua forma attiva, il 5-metiltetraidrofolato (5-MTHF). Questa forma attiva è essenziale per la sintesi del DNA, la riparazione cellulare e la regolazione dei livelli di omocisteina.
Le varianti più comuni sono la C677T e la A1298C. Nei soggetti omozigoti per la variante C677T (ovvero che hanno ereditato il polimorfismo da entrambi i genitori), l'attività dell'enzima può ridursi del 50-60%.
Quando l'enzima non funziona correttamente, l'omocisteina non viene riconvertita in metionina e si accumula nel sangue. Elevati livelli di omocisteina hanno un effetto tossico e pro-trombotico, danneggiando i vasi sanguigni e interferendo con i processi riproduttivi.
Nelle donne, il polimorfismo MTHFR e l'iperomocisteinemia associata possono interferire con la fertilità a diversi livelli:
Qualità ovocitaria: Bassi livelli di folato attivo possono compromettere la corretta maturazione degli ovociti.
Impianto embrionale: L'iperomocisteinemia può ostacolare la vascolarizzazione dell'endometrio, rendendo l'utero meno ricettivo e rendendo difficile l'annidamento dell'embrione.
Abortività ripetuta: È una delle principali cause geneticamente determinate di aborti spontanei ricorrenti, spesso dovuti a micro-trombosi nei vasi placentari in formazione.
Successo della PMA: Nei percorsi di procreazione medicalmente assistita, le donne con questa mutazione mostrano spesso tassi di impianto e di successo inferiori.
Anche la fertilità maschile risente di questo polimorfismo. Alterazioni nei livelli di metilazione del promotore del gene MTHFR sono associate a una riduzione della funzione spermatica. I cambiamenti nella metilazione del DNA degli spermatozoi possono ridurre le probabilità di successo della gravidanza e sono correlati a un aumento del danno al DNA spermatico.
La presenza del polimorfismo nella madre aumenta il rischio di malformazioni nel feto:
Difetti del Tubo Neurale (DTN): Esiste una correlazione accertata tra MTHFR e l'insorgenza di spina bifida e anencefalia. Se sia la madre che il feto presentano il polimorfismo C677T in omozigosi, il rischio di spina bifida può aumentare di 6 volte.
Altre complicazioni: È associato a un maggior rischio di cardiopatie congenite, distacco di placenta, preeclampsia e ritardo di crescita intrauterino (IUGR).
Per i portatori di polimorfismo MTHFR, l'integrazione standard con acido folico sintetico potrebbe non essere efficace, poiché l'organismo non riesce a convertirlo nella forma utilizzabile, portando potenzialmente a elevati livelli di acido folico non metabolizzato nel sangue.
Folato Attivo (5-MTHF): Si raccomanda l'uso di integratori contenenti la forma già attiva del folato, che bypassa il blocco enzimatico e normalizza i livelli di omocisteina in modo più efficiente.
Sinergia con Vitamine B6 e B12: È spesso necessaria l'assunzione congiunta di vitamina B12 (preferibilmente metilcobalamina) e B6 per supportare le diverse vie metaboliche dell'omocisteina.
Monitoraggio costante: È fondamentale monitorare regolarmente i livelli plasmatici di omocisteina, mantenendoli preferibilmente sotto i 10 μmol/L per ottimizzare le possibilità di una gravidanza sana.
Dieta: È essenziale una dieta ricca di folati naturali (verdure a foglia verde, legumi, agrumi), ricordando che i folati naturali sono termolabili e si degradano con la cottura.