In senso generale sono definite fibre tutte le categorie macromolecolari che non sono digerite dall’uomo, anche quelle non appartenenti alla categoria dei carboidrati. Si può fare una distinzione tra fibre solubili, a contatto con l’acqua formano un gel viscoso, sono fermentate dai batteri intestinali e contribuiscono alla salute digestiva, ne sono un esempio le pectine, gomme, mucillagini e alcuni polisaccaridi come l'inulina; e le fibre insolubili, non si dissolvono in acqua e passano attraverso il tratto gastrointestinale quasi intatte. Queste fibre aiutano a prevenire la stitichezza aumentando il volume delle feci, ne sono un esempio la cellulosa, alcune emicellulose e la lignina.
Le fibre svolgono numerose funzioni: accelerano il passaggio del cibo attraverso l'intestino prevenendo la stitichezza; sono fermentate dai batteri intestinali producendo acidi grassi a catena corta con effetti benefici sulla salute del colon; aumentano il senso di sazietà aiutando nel controllo del peso; rallentano l'assorbimento glucidico stabilizzando i livelli di zuccheri nel sangue; aiutano a ridurre i livelli di colesterolo. Sempre più studi rafforzano il loro ruolo preventivo nei confronti di varie tipologie di eventi cardiocircolatori e nell’insorgenza del diabete di tipo 2[1].
Sebbene una corretta alimentazione, e in particolare l’introduzione di frutta, verdura, legumi e cereali integrali, sia e debba essere l’elemento predominante per il fabbisogno di fibre (che si stima essere pari a circa 12,6-16,7g/1000 Kcal, con un apporto minimo raccomandato di 25g/die), nei casi in cui non si riesca a gestire il fabbisogno con l’alimentazione, è possibile valutare l’utilizzo di integratori specifici.
La quota necessaria in ogni caso cambia nel corso della vita, durante l'infanzia e l'adolescenza il fabbisogno di fibre alimentari aumenta leggermente rispetto alle tappe precedenti. In questa fase è importante incoraggiare i bambini e gli adolescenti a consumare una dieta equilibrata che includa una varietà di alimenti vegetali.
Negli adulti il fabbisogno di fibre alimentari può variare notevolmente in base a diversi fattori ma in generale si raccomanda di consumare almeno 25-30 grammi di fibre al giorno. Con l'avanzare dell'età, mantenere un adeguato apporto di fibre alimentari diventa ancora più importante. Gli anziani possono essere più suscettibili a problemi digestivi, come la stitichezza, e le fibre alimentari possono aiutare a prevenire tali disagi. Inoltre agiscono nel preservare una maggiore variabilità del corredo microbico intestinale, che tende fisiologicamente a impoverirsi.
Effetti epigenetici e ricadute nell’ambito della PNEI: sono prevalentemente correlate all’impatto tra le fibre e il microbiota intestinale e le sue funzioni, inclusa la capacità di promuovere una condizione antinfiammatoria[2].
Si ipotizzano relazioni tra l'assunzione di fibra alimentare e la prevalenza di depressione, ansia e stress psicologico. In particolare uno studio su quasi 4000 soggetti adulti[3] ha fatto emergere che i partecipanti che si collocavano nel quartile superiore di assunzione totale di fibre alimentari, avevano un rischio inferiore del 33% e del 29% per ansia e distress psicologico elevato, rispetto a quelli del quartile inferiore di assunzione. Inoltre tra i partecipanti in sovrappeso o obesi, un maggiore consumo di fibre alimentari era associato a un ridotto rischio di distress psicologico, e nelle persone con un peso nella norma era associato a un minore rischio di ansia, in ultimo un maggiore consumo di fibre era anche correlato a una riduzione delle probabilità di depressione nelle donne.
Studi precedenti suggeriscono che l'assunzione totale di fibre alimentari è associata a un ridotto rischio di depressione in modo non lineare, raggiungendo il livello più basso tra la popolazione quando si consumavano circa 21g/giorno di fibre[4]. In accordo con altri dati disponibili in letteratura secondo cui un maggiore consumo di fibre è stato associato a un ridotto rischio di depressione in varie popolazioni, tra cui donne in premenopausa[5], adolescenti e anziani. Alcuni di questi confermano anche una relazione tra salute mentale e fibre introdotte mediata dall’impatto sul microbiota intestinale.
Tale intermediario sarebbe attivato per mezzo delle fibre inducendo una maggiore produzione di serotonina, ma anche grazie alla produzione di acidi grassi a catena corta capaci di ridurre gli stati infiammatori, già associati ai disturbi mentali e dell’umore (come ampiamente chiarito).
Oltre all'aumento della produzione di neurotrasmettitori, l’azione delle fibre sul microbiota può determinare cambiamenti nella regolazione genica, e quindi un impatto epigenetico[6].
Gli impatti epigenetici delle fibre sono oggetto di un numero crescente di studi, in particolare per quanto attiene la metilazione del DNA. Una ricerca recente[7] condotta su adolescenti ha indagato la possibile associazione tra il consumo di fibre alimentari e la metilazione del DNA nelle cellule del sangue periferico. I risultati hanno evidenziato una correlazione nella metilazione, in particolare su tre siti CpG[8] nei geni LPCAT1 e RASA3.
I geni LPCAT1 e RASA3 hanno diverse funzioni biologiche rilevanti: LPCAT1 è coinvolto nel metabolismo dei lipidi e può influenzare la composizione delle membrane cellulari, la formazione dei lipidi, e persino la risposta infiammatoria. Gli studi precedenti hanno evidenziato il coinvolgimento di LPCAT1 in varie patologie, tra cui cirrosi, diabete e diverse forme di cancro.
RASA3 è coinvolto nella regolazione del segnale cellulare e nella proliferazione cellulare. Le alterazioni nella funzione di RASA3 possono avere conseguenze significative sulla crescita e la differenziazione delle cellule, e sono state associate a vari tipi di cancro.
Oltre alla metilazione del DNA, lo studio ha anche rilevato che la metilazione dei siti CpG nei geni LPCAT1 e RASA3 era associata all'adiposità viscerale (grasso a livello addominale) e all'infiammazione. Questi risultati suggeriscono quindi una possibile connessione tra il consumo di fibre alimentari, la metilazione del DNA, l'adiposità viscerale e lo stato infiammatorio che ne consegue.
Studi pilota[9] sono stati condotti anche in merito ad altre forme di regolazione epigenetica, in particolare sono state rilevate relazioni significative tra l'assunzione di fibre alimentari e specifici miRNA. Nel dettaglio sono emersi collegamenti positivi tra l'assunzione di fibre e miRNA come mir-886, mir-941-2 e mir-148b. Anche l'assunzione di fibre solubili è stata positivamente correlata al miRNA mir-886. Uno dei miRNA analizzati, mir-886, è associato a quattro geni noti per le malattie autoimmuni, altri sono associati a ben 18 geni che svolgono un ruolo nella salute del tratto gastrointestinale e nella funzionalità renale.
[1] Timm M, Offringa L C, Van Klinken BJ-W, Slavin J. Beyond Insoluble Dietary Fiber: Bioactive Compounds in Plant Foods. Nutrients. 2023;
[2] O'Keefe S.J, Diet, microorganisms and their metabolites, and colon cancer. Nat. Rev. Gastroenterol. Hepatol. 13, 691–706 (2016).
[3] Saghafian F, Sharif N, Saneei P, Keshteli AH, Hosseinzadeh-Attar MJ, Afshar H, Esmaillzadeh A, Adibi P. Consumption of Dietary Fiber in Relation to Psychological Disorders in Adults. Front Psychiatry. 2021 Jun 24;12:587468.
[4] Xu H, Li S, Song X, Li Z, Zhang D. Exploration of the association between dietary fiber intake and depressive symptoms in adults. Nutrition. (2018) 54:48–53.
[5] Di Li, Yongqing Tong, Yan Li, Dietary Fiber Is Inversely Associated With Depressive Symptoms in Premenopausal Women, Front. Neurosci., 06 May 2020, Sec. Neuroenergetics and Brain Health, Volume 14 - 2020
[6] Swann OG, Kilpatrick M, Breslin M, Oddy WH. Dietary fiber and its associations with depression and inflammation. Nutr Rev. 2020 May 1;78(5):394-411.
[7] Chen L, Dong Y, Wang X, Hao G, Huang Y, Gutin B, Zhu H. Epigenome-Wide Association Study of Dietary Fiber Intake in African American Adolescents. Mol Nutr Food Res. 2018 Jun;62(12):e1800155.
[8] I siti CpG sono regioni del DNA dove una citosina si trova vicino ad una guanina nella sequenza lineare di basi.
[9] Strack, Isabelle, "The Effect of Dietary Fiber on Epigenetic Regulation of Gene Expression in Hemodialysis Patients" (2021). Theses and Dissertations. 1414.