Vigoressia · Chirurgia estetica
Ricorrere a protesi muscolari o chirurgia estetica può essere collegato alla stessa insoddisfazione corporea?
La chirurgia estetica non è, in quanto tale, un segno di vigoressia. Esistono interventi effettuati per ragioni diverse e non avrebbe senso trasformare ogni scelta estetica in una diagnosi. Tuttavia, quando il problema è un’insoddisfazione corporea persistente e mai realmente appagata, anche la chirurgia può diventare un’altra strada per inseguire lo stesso obiettivo.
Nella ricerca esasperata della muscolosità può accadere che l’allenamento non venga più considerato sufficiente. Alcune aree del corpo sembrano non rispondere come si vorrebbe o vengono percepite come sproporzionate. Da qui nasce la possibilità di ricorrere a protesi per aumentare l’apparenza di pettorali, glutei, bicipiti, polpacci o altri distretti, oppure a procedure per accentuare la definizione.
Il punto critico è capire se l’intervento risponda a un desiderio circoscritto o faccia parte di un processo nel quale ogni risultato genera una nuova insoddisfazione. Se la percezione di inadeguatezza nasce da un disturbo dell’immagine corporea, modificare materialmente il corpo non garantisce che quella percezione scompaia. Il nuovo risultato può diventare rapidamente insufficiente e spostare l’attenzione su un’altra area.
Esiste inoltre un significato simbolico della spesa e del sacrificio. Investire molto denaro o accettare procedure invasive può essere vissuto come dimostrazione di quanto si tenga al proprio corpo. Ma il costo pagato non rende automaticamente più razionale l’obiettivo.
Una valutazione equilibrata dovrebbe quindi distinguere tra il desiderio di migliorare un aspetto specifico e la necessità compulsiva di correggersi continuamente. La domanda utile non è “la chirurgia estetica è giusta o sbagliata?”, ma “questa modifica chiude una scelta o alimenta una catena senza fine?”.
Quando una persona già molto allenata continua a percepirsi inadeguata e cerca soluzioni sempre più invasive per avvicinarsi a un ideale irraggiungibile, il problema non può essere affrontato soltanto modificando i tessuti. Occorre considerare anche il modo in cui quel corpo viene percepito e il valore che gli viene attribuito.
Fonte di approfondimento
Vigoressia: quando il fitness diventa ossessione
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