Vigoressia · Allenamento
Allenarsi tutti i giorni è un segnale di vigoressia?
Allenarsi ogni giorno non significa automaticamente essere vigoressici. La frequenza di allenamento, presa isolatamente, dice molto poco. Esistono persone che svolgono attività quotidiana con intensità moderate, alternano discipline diverse, rispettano il recupero e mantengono un rapporto sereno con lo sport. In questi casi la regolarità può essere perfettamente compatibile con uno stile di vita sano.
Il significato cambia quando l’allenamento quotidiano diventa un obbligo rigido. Se una seduta non può essere saltata neppure per un imprevisto, un viaggio, un’influenza o un infortunio; se l’idea di fermarsi genera ansia, rabbia o senso di colpa; se la persona continua ad aumentare durata e intensità perché ciò che faceva prima non le dà più lo stesso appagamento, allora la frequenza assume un valore diverso. Non è più semplice costanza: può essere uno dei tasselli di una dipendenza dall’esercizio.
Un altro elemento importante è ciò che accade al resto della vita. Un atleta può organizzare parte della giornata intorno all’allenamento senza che vi sia nulla di patologico. Il problema compare quando lavoro, relazioni, interessi e riposo vengono sistematicamente sacrificati. In questa fase l’attività fisica non si adatta più alla vita: è la vita che deve adattarsi all’attività fisica.
Anche il modo di vivere il recupero è indicativo. Chi si allena con equilibrio riconosce che il riposo è parte della programmazione e che ridurre temporaneamente il carico può essere utile. Chi è dipendente tende invece a percepire il recupero come una perdita, quasi una minaccia alla propria forma. Può allenarsi nonostante dolore e lesioni, ignorare i segnali di affaticamento o compensare una giornata di riposo con sedute ancora più dure.
Quindi il numero “sette giorni su sette” non basta. La stessa frequenza può descrivere una persona attiva e serena oppure una persona che sente di non poter smettere. Per capire la differenza bisogna osservare flessibilità, motivazioni, conseguenze e capacità di tollerare una pausa. L’attività fisica è salutare quando migliora la vita; diventa problematica quando comincia a restringerla.
Fonte di approfondimento
Vigoressia: quando il fitness diventa ossessione
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