Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Vigoressia · Bodybuilding

Perché nel bodybuilding può essere più difficile capire quando si è raggiunto un risultato sufficiente?

Molti sport possiedono parametri relativamente chiari: un tempo, una distanza, un punteggio, un avversario da battere. Nel bodybuilding il risultato estetico contiene invece una forte componente soggettiva. Non esiste una circonferenza universale che stabilisca quando una persona è “abbastanza muscolosa”, e questo rende il traguardo molto più mobile.

Un atleta può confrontarsi con un altro e trovarlo più sviluppato in un distretto, più definito in un altro, più proporzionato secondo un certo criterio. Anche in gara il giudizio estetico non è riducibile a una singola misura. Per chi è predisposto all’insoddisfazione, questa assenza di un limite netto può alimentare la sensazione che ci sia sempre qualcosa da migliorare.

Il confronto sociale amplifica il fenomeno. In palestra è sufficiente incontrare una persona più muscolosa per spostare il proprio riferimento. Online il confronto diventa ancora più estremo, perché si possono osservare continuamente fisici di altissimo livello, spesso selezionati e presentati nelle condizioni migliori.

Il risultato è che un corpo che avrebbe rappresentato un obiettivo straordinario qualche anno prima può diventare rapidamente “normale” agli occhi di chi lo possiede. L’adattamento percettivo riduce l’appagamento e crea un nuovo bisogno di crescita.

Questo non significa che il bodybuilding conduca inevitabilmente alla vigoressia. La maggioranza degli appassionati può avere obiettivi ambiziosi e restare perfettamente consapevole dei propri limiti. Il rischio emerge quando il giudizio estetico diventa l’unico criterio di autostima e ogni risultato viene svalutato appena raggiunto.

In una pratica equilibrata l’obiettivo può evolvere, ma esiste anche la capacità di riconoscere il progresso e di accettare compromessi tra estetica, salute e vita quotidiana. Quando invece “abbastanza” non esiste mai, l’assenza di un limite oggettivo diventa terreno fertile per l’escalation.

Il corpo può sempre essere modificato in qualche dettaglio; proprio per questo è fondamentale che il limite non venga imposto soltanto dallo specchio, ma anche dal buon senso, dalla salute e dalla qualità della vita.

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Vigoressia: quando il fitness diventa ossessione

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