Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Vigoressia · Diffusione

Perché è difficile stabilire quante persone soffrano davvero di vigoressia?

Stimare la diffusione della vigoressia è complesso perché non tutti gli studi usano la stessa definizione e non sempre separano chiaramente condizioni simili ma non identiche. Alcune ricerche considerano soprattutto il dismorfismo muscolare, altre includono comportamenti più ampi di dipendenza dall’esercizio fisico. Se si sommano fenomeni diversi, i numeri possono aumentare enormemente senza descrivere la stessa realtà clinica.

Un’altra difficoltà nasce dal fatto che molti comportamenti osservati sono comuni anche tra sportivi perfettamente sani. Allenarsi con grande regolarità, controllare l’alimentazione, utilizzare integratori o rinunciare occasionalmente a un impegno per rispettare un programma non sono necessariamente segnali di disturbo. Se questi elementi vengono conteggiati senza considerare intensità, rigidità e conseguenze, il rischio è sovrastimare i casi.

Vale anche il problema opposto: la sottostima. Chi vive la vigoressia spesso non percepisce il proprio comportamento come problematico. Al contrario, può considerarlo prova di disciplina, competenza e superiorità rispetto a chi si allena meno. Non sente quindi il bisogno di chiedere aiuto e può non comparire nelle statistiche cliniche. Inoltre l’aspetto molto allenato tende a essere socialmente apprezzato, rendendo meno immediato il sospetto di un disagio.

Le stime riportate in diverse fonti possono perciò oscillare molto. Alcune parlano di percentuali relativamente contenute nella popolazione generale e più elevate tra bodybuilder o frequentatori assidui delle palestre; altre arrivano a numeri molto maggiori. Senza conoscere criteri, campione e metodo di rilevazione, confrontare questi dati è poco utile.

Da un punto di vista preventivo, tuttavia, il problema non diventa irrilevante solo perché non esiste una cifra precisa. Anche una percentuale modesta, applicata a milioni di persone che praticano fitness e allenamento con i pesi, può tradursi in un numero consistente di soggetti a rischio.

La conclusione più prudente è distinguere tra “comportamenti a rischio”, “dipendenza dall’esercizio” e “vigoressia” in senso stretto. La precisione terminologica non è un esercizio accademico: serve a evitare sia allarmismi sia sottovalutazioni e a concentrare l’attenzione sulle persone la cui vita è realmente compromessa.

Copertina di Vigoressia: quando il fitness diventa ossessione

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Vigoressia: quando il fitness diventa ossessione

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