Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Vigoressia · Età e genere

La vigoressia riguarda soltanto i giovani uomini che fanno bodybuilding?

No. Il bodybuilding maschile rappresenta il contesto nel quale la vigoressia è stata descritta più chiaramente, perché l’obiettivo dichiarato di quella disciplina è proprio lo sviluppo della muscolatura. Tuttavia limitare il problema ai giovani bodybuilder significa semplificare troppo.

Gli uomini risultano maggiormente coinvolti, ma non sono gli unici. Anche le donne possono sviluppare una relazione ossessiva con la muscolosità, la tonicità o la ricerca di una forma fisica ideale. Inoltre, quando si amplia lo sguardo dalla vigoressia in senso stretto alla dipendenza da esercizio fisico, la distanza tra uomini e donne si riduce ulteriormente, perché l’esercizio compulsivo può essere guidato da obiettivi differenti: aumento muscolare, dimagrimento, controllo del peso o semplice bisogno di allenarsi.

Anche l’età non offre una barriera. Le fasce giovani-adulte sono particolarmente esposte, ma esistono soggetti più maturi che intensificano progressivamente allenamento e controllo alimentare nel tentativo di contrastare i cambiamenti legati all’invecchiamento. In alcune persone il desiderio di mantenersi in forma può trasformarsi in rifiuto dell’età che avanza e nella ricerca di un corpo sempre più distante da quello percepito come “vecchio”.

Infine, non tutte le forme di dipendenza sportiva hanno il bodybuilding come centro. Corridori, ciclisti, praticanti di sport di endurance e persone attratte da attività estreme possono sviluppare comportamenti analoghi, pur senza essere ossessionati dai volumi muscolari. In questi casi è più corretto parlare di exercise addiction, ma le conseguenze sulla vita possono essere simili: allenamento irrinunciabile, aumento progressivo del carico, disagio quando si è costretti a fermarsi e sacrificio di altre aree dell’esistenza.

La categoria “giovane uomo bodybuilder” è quindi utile per comprendere dove il problema sia particolarmente visibile, non per stabilire chi ne sia escluso. Il criterio resta sempre lo stesso: non la disciplina praticata, il sesso o l’età, ma quanto l’attività e l’immagine corporea diventano rigide, pervasive e capaci di produrre danno.

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Vigoressia: quando il fitness diventa ossessione

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