Vigoressia · Altri sport
La dipendenza dallo sport può riguardare anche chi non mette mai piede in una sala pesi?
Sì. La vigoressia in senso stretto è fortemente legata alla muscolatura, ma la dipendenza dall’esercizio può svilupparsi in molte discipline. Corridori, ciclisti, praticanti di sport di endurance e persone attratte da attività estreme possono arrivare a organizzare l’intera vita intorno alla necessità di allenarsi, pur senza avere alcun interesse per l’ipertrofia.
Il meccanismo è simile: l’attività nasce come piacere o obiettivo di performance, poi assume un ruolo sempre più centrale. Aumentano durata e frequenza, il recupero viene sacrificato e un giorno senza allenamento genera disagio. La persona può continuare nonostante dolore, infortunio o chiari segnali di affaticamento.
Negli sport di endurance il rischio è particolarmente evidente quando le sessioni diventano estremamente lunghe e vengono svolte non perché richieste da un obiettivo agonistico realistico, ma per il puro bisogno di allenarsi. Si può arrivare a volumi superiori a quelli di atleti professionisti senza che esista una reale necessità di prestazione.
Anche le discipline adrenaliniche possono produrre una dinamica simile. In questo caso non è il muscolo né necessariamente lo sforzo fisico il centro della dipendenza, ma la ricerca di sensazioni intense e di un livello di stimolazione crescente.
Questo chiarisce perché usare “vigoressia” come sinonimo di qualsiasi ossessione sportiva sia impreciso. Un ultrarunner compulsivo può avere exercise addiction senza dismorfismo muscolare; un bodybuilder vigoressico può avere entrambe le condizioni.
Le conseguenze, tuttavia, possono convergere: isolamento, infortuni, perdita di equilibrio tra sport e vita, irritabilità durante le pause e difficoltà a riconoscere i limiti.
L’attività praticata non determina automaticamente il problema. È il rapporto con essa a fare la differenza. Una maratona, una lunga uscita in bici o un allenamento con i pesi possono essere esperienze sportive pienamente sane. Diventano problematiche quando smettono di essere scelte e si trasformano in necessità irrinunciabili, anche di fronte a conseguenze negative evidenti. Per questo la valutazione dovrebbe comprendere anche la capacità di rispettare giorni di recupero e di modificare il programma senza viverlo come una perdita personale.
Fonte di approfondimento
Vigoressia: quando il fitness diventa ossessione
Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari.