Vigoressia · Aiutare una persona
Come si può parlare con una persona che sembra ossessionata dal fitness senza farla chiudere ancora di più?
Affrontare direttamente una persona dicendole “sei vigoressico” difficilmente è la strategia migliore. Chi vive un rapporto ossessivo con il fitness spesso non considera il proprio comportamento un problema: lo interpreta come disciplina e può vedere le critiche come prova che gli altri non capiscano o siano invidiosi. Un approccio aggressivo rischia quindi di rinforzare la chiusura.
È più utile partire dalle conseguenze concrete. Invece di discutere se il corpo sia troppo muscoloso o se la dieta sia “sbagliata”, si può osservare che la persona è diventata più irritabile, rinuncia continuamente agli amici, si allena nonostante un infortunio o vive male quando la palestra è chiusa. Questi elementi sono più difficili da liquidare come semplice opinione estetica.
Anche il linguaggio conta. Demonizzare integratori, pesi o bodybuilding rende poco credibile chi parla, perché la persona sa che allenamento e alcuni strumenti possono avere una loro utilità. Il messaggio dovrebbe distinguere chiaramente la pratica sana dall’eccesso: non si sta criticando il fitness, ma il fatto che stia diventando incompatibile con salute e libertà.
Può essere utile fare domande piuttosto che dare sentenze: “Come ti senti se devi saltare una seduta?”, “Da quanto tempo non fai una vacanza senza preoccuparti della palestra?”, “Ti sembra che questa routine ti faccia stare meglio o ti renda più ansioso?”. L’obiettivo è favorire consapevolezza, non vincere una discussione.
Se esistono segnali importanti, come uso di sostanze, depressione, grave isolamento o allenamento nonostante danni fisici, è opportuno incoraggiare il contatto con un professionista.
Chi sta vicino deve anche accettare che la presa di coscienza possa richiedere tempo. La vigoressia può essere rinforzata dall’ammirazione sociale e dai risultati visibili, quindi riconoscere il problema significa mettere in discussione una parte importante della propria identità.
La posizione più utile è mantenere il rapporto, evitare sarcasmo e giudizi, ma non normalizzare comportamenti chiaramente dannosi. Il dialogo funziona meglio quando lascia aperta una porta verso l’aiuto anziché trasformare la palestra in un campo di battaglia.
Fonte di approfondimento
Vigoressia: quando il fitness diventa ossessione
Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari.