Vigoressia · Overtraining
Come si distingue un allenamento molto intenso dal sovrallenamento?
Un allenamento intenso può essere faticoso, produrre indolenzimento e richiedere recupero, ma è inserito in una programmazione che alterna stimolo e adattamento. Il sovrallenamento nasce invece quando il carico complessivo supera in modo persistente la capacità di recupero e la persona continua a spingere nonostante i segnali di peggioramento.
Tra i possibili indicatori compaiono calo della performance, disturbi del sonno e dell’appetito, tachicardia, stanchezza persistente, maggiore irritabilità e incremento degli infortuni da sovraccarico. Può esserci anche una riduzione della massa muscolare, esattamente l’opposto dell’obiettivo che ha spinto ad allenarsi di più.
Nella vigoressia riconoscere questi segnali è particolarmente difficile perché il riposo viene percepito come una minaccia. Se la performance cala, la conclusione non è necessariamente “devo recuperare”, ma “devo impegnarmi ancora di più”. Si crea così un circolo vizioso: più il corpo mostra affaticamento, più aumenta il carico; più il risultato peggiora, più cresce l’ansia di perdere muscolo.
La situazione può essere aggravata da dieta rigida, carenza di carboidrati e uso di sostanze. La persona tenta di compensare l’affaticamento aumentando proteine, integratori o cercando soluzioni farmacologiche, anziché ridurre lo stimolo che ha originato il problema.
La distinzione fondamentale non è quindi quanto una seduta sia dura, ma come il corpo risponde nel tempo. L’allenamento efficace produce adattamento; un eccesso cronico produce progressivamente peggioramento. Anche un atleta molto motivato dovrebbe riuscire a modificare il programma quando compaiono segnali coerenti con una carenza di recupero.
Il riposo non è una rinuncia al risultato, ma una delle condizioni perché il risultato possa avvenire. Quando questa idea diventa psicologicamente inaccettabile e ci si allena comunque con febbre, dolore o infortunio, il problema non riguarda più soltanto la programmazione. La necessità di allenarsi ha iniziato a prevalere sulla capacità di ascoltare il corpo. Il beneficio di un macronutriente dipende quindi dalla quantità necessaria e dal contesto, non dalla possibilità di consumarne il più possibile.
Fonte di approfondimento
Vigoressia: quando il fitness diventa ossessione
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