Vigoressia · Persone a rischio
Chi è maggiormente a rischio di sviluppare vigoressia?
Non esiste un identikit semplice che permetta di prevedere con certezza chi svilupperà vigoressia. Alcune caratteristiche compaiono più frequentemente, ma nessuna, da sola, è sufficiente. La condizione è descritta soprattutto nei maschi e nelle fasce di età giovani-adulte, ma sono presenti anche donne e persone più mature. Ridurre tutto a sesso ed età sarebbe quindi fuorviante.
Tra i fattori che possono aumentare la vulnerabilità rientrano una bassa autostima, una forte insicurezza rispetto al proprio corpo e la tendenza a cercare nella prestazione fisica una forma di riscatto. Chi in passato è stato deriso perché troppo magro, poco atletico o sovrappeso può scoprire nell’allenamento uno strumento potente per cambiare immagine e ricevere approvazione. Questo cambiamento è spesso positivo; il rischio compare quando diventa l’unica o principale fonte di valore personale.
Conta anche la capacità di valutare criticamente le informazioni. Pubblicità, riviste, social network e consigli da spogliatoio possono proporre modelli estremi e regole molto semplicistiche. Chi fatica a distinguere una comunicazione commerciale da un’informazione scientifica può essere più facilmente attratto da protocolli rigidi, integratori utilizzati senza reale necessità o pratiche rischiose presentate come indispensabili per ottenere risultati.
L’ambiente relazionale ha un ruolo. Famiglie molto critiche, eccessivamente indifferenti oppure concentrate sui successi sportivi possono contribuire a trasformare il risultato fisico in uno strumento per ottenere attenzione e riconoscimento. Anche gruppi di pari molto chiusi, nei quali l’unico metro di valore è la muscolatura, possono normalizzare comportamenti estremi.
Infine esiste il rischio legato all’esperienza stessa dei risultati. Vedere il proprio corpo cambiare può aumentare la sicurezza e la gratificazione, ma in alcune persone innesca la convinzione che “più è sempre meglio”. Da lì può iniziare un progressivo aumento di allenamento, restrizioni e controllo. Perciò il vero profilo di rischio non è una singola caratteristica, ma l’incontro tra fragilità personali, ambiente, modelli culturali e un comportamento che diventa sempre più rigido e totalizzante.
Fonte di approfondimento
Vigoressia: quando il fitness diventa ossessione
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