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Oggi mi sento un po' vegano, cioè non proprio...

In queste ore di scalpore per la vicenda del bambino che a Firenze ha rischiato la vita a causa dei genitori vegani, mi sento un po' più vegano anche io,…

Oggi mi sento un po' vegano, cioè non proprio...

Mai avrei pensato di dover essere io a spezzare una lancia in favore dei vegani, io che più volte ho contestato scelte alimentari così drastiche e l'ho fatto senza mezzi termini.

Oggi peró mi sento un po' vegano anche io, cioè... non proprio. Succede che a Firenze un bambino venga ricoverato in pericolo di vita per malnutrizione (probabilmente) causata dai genitori vegani. Apriti cielo, nelle bacheche di ciascuno, sino a ieri colorate d'arcobaleno, oggi tutti a schierarsi contro il mondo vegano.

Abbandoniamo per un attimo il significato medico di malnutrizione e fermiamoci al suo significato letterale, possiamo ritenere malnutrizione ogni forma di nutrizione sbagliata, malevola appunto, cattiva al punto da portare a conseguenze estreme e anche alla morte. Proseguiamo dando per scontato che la colpa di quanto accaduto al povero bambino sia esclusivamente della dieta vegana, e chiediamoci peró quanti sono i bambini che rischiano di morire per questa alimentazione e quanti quelli che rischiano di ammalarsi e morire perchè sovralimentati, o perchè i genitori usano il cibo come "premio" (se fai il bravo ti compro le patatine fritte), o per la pigrizia di non voler preparare qualcosa di genuino, o ancora perchè utilizzano il cibo come strumento per far stare buoni i più piccoli, lasciati a ingozzarsi davanti alla tv (non si sa mai che i danni del cibo spazzatura non bastino, aggiungiamo un po' di sana sedentarietà) mentre mamma o papà si acculturano su FaceBook o prendono una laurea alla YouTube University.

Ora... Se quella vegana è una malnutrizione (sempre in senso lessicale e non medico) quest'altra forma di alimentazione cos'è? Come la definiamo l'alimentazione a base di happy meal e coca cola?

Ma come?! Penserà qualcuno di quelli che hanno la pazienza di leggere tutto quello che scrivo... Sino a ieri hai sostenuto che mangiare da McDonald's fosse meglio che andare in pizzeria, hai scritto che la coca cola non fa male come dicono su facebook e ora invece affermi che si tratta di malnutrizione?!

Sbagliato! Io non ho mai detto che bere coca cola o mangiare da McDonald's fosse salubre e raccomandabile, questo è quello che in modo superficiale ha voluto capire qualcuno con un mix di leggerezza e approssimazione. E su questo voglio soffermarmi.

Al di la di quello che le frange più fondamentaliste sostengono, l'alimentazione vegana è tutto tranne che "naturale" e funzionale per l'uomo, nè rappresenta la strada per mettersi al sicuro da ogni possibile patologia (per chi vuole farmi il pippone con The China study prima suggerisco un salto a questo link). Ció premesso, nulla vieta di iniziare a seguirla, ma non con la leggerezza e superficialità che potete dedicare a ciò che scrivo io, ma affidandovi ai consigli di un nutrizionista, tanto più se si tratta di avvicinare i bambini a simili regimi alimentari.

Quindi no, mi spiace, la causa di quanto successo a Firenze non è di due genitori vegani, ma di due genitori ingenui e superficiali, anzi diciamo stupidi dato che non amo edulcorare le cose. Come tanti altri avranno raccolto informazioni e linee da seguire quì e là su qualche sito, convinti che fosse sufficiente a saperne tanto (e forse di più) rispetto al pediatra o un nutrizionista.

Un po' come coloro che fanno le crociate contro i vaccini perchè su facebook hanno letto che provocano l'autismo, ignari e ignoranti del fatto che possono permettersi di non vaccinare i figli non grazie alla loro libera scelta, ma grazie all'immunità di gregge garantita dagli altri genitori. Ma naturalmente loro ignorano cosa sia realmente l'autismo e altrettanto cos'è l'immunità di gregge, si affidano alle semplificazioni estreme perchè semplificare le cose dà sicurezza e fa sentire subito tutti esperti, ma questo è un altro discorso e non voglio divagare.

Non è essere vegani a creare un danno: le semplificazioni e la presunzione di conoscenza uccidono più di qualunque regime alimentare.

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