Prima di rispondere a questa nuova moda, occorre comprendere di cosa si tratta, cosa sono cioè i corpi chetonici, e quindi i chetoni esogeni. Si tratta fondamentalmente di 3 prodotti che vanno sotto il nome di acetoacetato, D-β-idrossibutirrato e acetone che il corpo produce (nel fegato) in condizioni di digiuno o in marcata assenza di carboidrati.
In queste circostanze il metabolismo dei grassi diviene "meno performante", restituendo questi metaboliti che, in condizioni particolari, forniscono un supporto energetico anche alle strutture nervose (normalmente alimentate a glucosio).
Una grande presenza di corpi chetonici (come nel caso di diabetici non trattati) può determinare chetoacidosi che può condurre al coma chetonico o alla morte. Ovviamente chetosi e chetoacidosi non sono la stessa cosa, e un soggetto NON diabetico non dovrebbe giungere a chetoacidosi grazie ai fisiologici sistemi di cui dispone l'uomo. I livelli di chetoni nel sangue si misurano in ogni caso per mezzo della chetonemia.
Tuttavia l'incremento mediante integratori, alterando marcatamente il normale bilancio e metabolismo degli acidi grassi, può sia "ridurre" la betaossidazione del grasso corporeo (processo di impiego dei grassi), che provocare un aumento non più controllato di chetoni, ossia la chetonemia, si innesca quindi un meccanismo di "difesa" che produce l'opposto delle aspettative e inizia a presentare potenziali effetti avversi.
La moda del momento, i chetoni esogeni, parte dall'idea invece di poter massimizzare l'uso dei grassi e quindi dimagrire meglio e prima, e magari mimare gli effetti delle diete chetogeniche. Senza dilungarsi su queste ultime (che andrebbero usate solo in condizioni molto particolari e sotto controllo medico), non è neppure detto che la presenza di chetoni possa ricalcarne gli effetti, poichè (ribadisco, senza entrare nel merito), se è vero che le diete chetogneniche producono un effetto, non è ancora risaputo con certezza se questo sia la diretta conseguenza dei chetoni circolanti, o piuttosto un mix di eventi inclusa la cascata di reazioni che porta alla loro produzione. Non secondario è anche determinare correttamente la quota di chetonemia ottimale per gli effetti attesi (attesi non significa che si verificheranno), e anche l'arco temporale per il quale mantenerla. Dato che si gioca col rischio di chetoacidosi non è un parametro che possa essere lasciato al fai da te, tanto più che non si tratta di chetosi indotta da dieta chetogenica ma della compresenza di chetoni esogeni in una alimentazione anche glucidica, elemento che compromette l'equilibrio fisiologico e più facilmente espone a rischi.
Tornando al dimagrimento però, vera leva motrice dei chetoni esogeni (e non solo) in realtà questo è legato al bilancio energetico totale, i geni incompresi che continuano a ripetere che le Kcal non contano, dovrebbero produrre qualche ricerca in cui soggetti sottoposti a qualsiasi regime alimentare ipercalorico siano dimagriti. In ogni caso l'ossidazione di un maggiore quantitativo di grassi in una dieta in cui questi prevalgono, è solo dovuta a una loro maggiore presenza (l'organismo usa quel che ha).
Chetoni esogeni, come diete chetogeniche e low carb, (al netto di possibili problemi per la salute), non determinano un migliore dimagrimento ma creano semmai una situazione opposta. Bassi livelli di glicogeno epatico limitano la conversione di ormoni tiroidei T4 in T3, riducendo la termogenesi (vero elemento di vantaggio che ha fatto nascere il mito del "metabolismo veloce").
In altri termini la riduzione dei carboidrati (e del loro metabolismo) riduce anche i cosiddetti "cicli futili" (azione sulle proteine disaccoppianti), compromette maggiormente la massa muscolare, non fornisce gli stimoli anabolici tipici della "saturazione" muscolare di glicogeno, e tanto altro ancora che è l'opposto di quello che ogni sportivo vorrebbe.
Infine, l'idea del controllo dell'appetito (oltre che soggettiva) la si ottiene anche semplicemente con cibi che determinano calma insulinica (es. i legumi), e non con il solito integratore che, per altro, fornisce anche calorie aggiuntive.
Ora lo sapete, a voi la scelta.
Guarda il video che spiega come sono nati i chetoni esogeni, clicca qui!


