Un caffè amico della linea!

https://youtu.be/FcrJfpgAJVM

Argomento della 454° puntata

Molto spesso chi vuol dimagrire si avvicina a ogni genere di prodotto disposto a pagare anche cifre considerevoli, senza per altro avere alcun vantaggio. Viceversa quello che funziona, nei limiti di quanto possa farlo, è molto spesso economico e alla portata di tutti.

Giunge conferma dai ricercatori di Granada che circa 3mg di caffeina per Kg di peso, l’equivalente di un caffè lungo, assunto mezz’ora prima dell’attività fisica, è in grado di incrementare il consumo di grassi e in aggiunta sembrerebbe che l’assunzione pomeridiana incrementi ulteriormente questi effetti.

Essendo la caffeina molto utilizzata, anche sottoforma di integratore, si è voluto provare a valutare se l’ipotesi di un suo effetto potesse essere confermata scientificamente.
Il test ha coinvolto uomini di età media pari a 30 anni impegnati in allenamenti aerobici e assunzione di caffeina in differenti fasce orarie della giornata, evidenziando come l’assunzione mattutina era in grado di determinare un processo ossidativo simile a quello pomeridiano in assenza di caffeina. In altri termini lo studio smentisce in modo indiretto che l’allenamento mattutino a digiuno sia in grado determinare un maggior consumo di grassi, che è prevalente (a parità di ore di digiuno) nel pomeriggio.
Se a questo associamo l’introduzione di un caffè 30 minuti prima dell’allenamento, l’effetto sarà ancora più marcato (nei limiti del possibile).
Pertanto una singola tazzina di caffe, non zuccherato, assunto nel momento opportuno è un piacevole aiuto verso il dimagrimento, in modo più efficace, gradevole ed economico di qualsiasi altro integratore.

D. Immagino che esagerare e assumere più di una tazzina non serva a migliorare ulteriormente la situazione!

Si, è corretto, una assunzione maggiore non può ottimizzare oltre un processo che è in sé biochimicamente complesso e correlato a una serie di parametri fisiologici che il soggetto possiede o non possiede, e che in genere inizia a possedere quando ormai ha raggiunto una condizione di forma atletica.

Utilizzare una maggiore quota di grassi infatti implica una attività ossidativa specifica che non è alla portata di tutti, oltre al fatto che vi sono dei limiti oggettivi nell’uso di grassi, e che un live incremento è già un obiettivo più che sufficiente allo scopo.
A questo si aggiunga che quantitativi molto maggiori possono portare sia a fenomeni di assuefazione che a possibili effetti collaterali, poichè all’incremento della frequenza cardiaca mediata dall’attività fisica, si aggiunge quello della caffeina.

Non solo dimagrimento in ogni caso, la caffeina favorisce la liberazione di calcio da parte del reticolo sarcoplasmatico, e anche il legame calcio-miosina, quindi migliora anche la performance di forza, sebbene anche in questo caso si possono segnalare delle eccezioni, il meccanismo descritto è infatti ottimizzato per stimolazioni nervose di bassa frequenza, compatibili prevalentemente con le fibre rosse.


Aggiornamenti:
Mauricio Ramírez-Maldonado, et al. Amaro-Gahete. Caffeine increases maximal fat oxidation during a graded exercise test: is there a diurnal variation? Journal of the International Society of Sports Nutrition, 2021; 18 (1)