Troppo zucchero: meno risultati

Argomento della 431° puntata

Malgrado gli indubbi benefici dell’attività fisica, che spesso aiuta anche nel contrastare alcuni eccessi alimentari, vi è una interpretazione un po’ errata del suo ruolo, al punto che per alcuni finisce con l’essere una sorta di punizione per quello che si è mangiato.
Quel che è certo riguarda il fatto che, a fronte di una condizione di costante iperglicemia, che spesso caratterizza il prediabete, perfino l’attività fisica può fare poco, anzi i benefici tendono a ridimensionarsi.
Quello che si osserva dai dati della ricerca è proprio una difficoltà nell’adattamento muscolare allo stimolo che, nel caso del lavoro aerobico, dovrebbe incrementare l’efficienza mitocondriale, la capacità di utilizzo dell’ossigeno e anche la capillarizzazione, il tutto si traduce con un miglioramento della performance. Quello che i ricercatori suppongono è che gli elevati livelli di zucchero operino direttamente negli spazi tra le cellule muscolari, contrastando i fisiologici processi di adattamento.
Si innesca una vera “confusione” nel meccanismo che segnala il tipo di adattamento da innescare e quindi lo rende inefficace.

D: Quale consiglio possiamo dare in questi casi?

Il suggerimento migliore, e apparentemente banale, riguarda 2 fronti, chi crede di poter compensare ogni errore alimentare attraverso l’attività fisica e chi, essendo già in una condizione di iperglicemia cronica, crede di risolvere tutto con qualche camminata.
Ai primi occorre ricordare che l’attività fisica certamente può supportare una gestione più spensierata dell’alimentazione, ma non può tamponare eccessi costanti e consistenti che, alla lunga, possono portare verso malattie metaboliche anche gravi come il diabete.
Al secondo gruppo è da segnalare che altrettanto certamente occorre incrementare l’attività fisica svolta, ma che il lavoro aerobico da solo non basta. Occorre affiancare sia una attività impegnativa svolta con i sovraccarichi, che fornisca quindi uno stimolo muscolare differente e che, stando agli studi, è meno influenzato dalla condizione di iperglicemia, ma in secondo luogo occorre correggere rapidamente e in modo significativo la propria alimentazione.

Approfondimenti:
Tara L. MacDonald, Pattarawan Pattamaprapanont, Prerana Pathak, Natalie Fernandez, Ellen C. Freitas, Samar Hafida, Joanna Mitri, Steven L. Britton, Lauren G. Koch, Sarah J. Lessard. Hyperglycaemia is associated with impaired muscle signalling and aerobic adaptation to exercise. Nature Metabolism, 2020