Se non fai lo squat andrai all’inferno

Argomento della 222° puntata - 24-11-2015:

Sembra essere questo il prossimo messaggio che potremmo leggere sui social network, dove con una costanza quasi monastica i più assidui (e almeno virtualmente sembrano essere tanti) frequentatori della sala attrezzi non fanno che ricordarci che se il nostro obiettivo sono glutei sodi e attraenti non vi è altra via da percorrere se non quella di eseguire il fatidico squat, da molti amato ma da una selva ancora maggiore temuto per la sua difficoltà.

Ma è proprio vero che senza fare lo squat la speranza di avere dei glutei cesellati è destinata a restare una semplice speranza? Diciamo che, al di la dell’aspetto scherzoso, non è tutto esattamente vero… cerchiamo di essere più chiari. Ciascun individuo risponde in modo differente agli stimoli allenanti, e quindi anche ai singoli esercizi. Molto spesso le foto con le quali si esortano gli altri ad abbracciare lo squat sono di soggetti geneticamente predisposti quando addirittura alla predisposizione genetica non si aggiunge una buona dose di Photoshop, che contribuisce ad aumentare soprattutto la frustrazione per un risultato che in ogni caso non arriverà, piuttosto che stimolare a caricare un bilanciere sulle spalle per andare in accosciata.

D’altro canto questo non significa che lo squat non influenzi realmente il buon esito di un allenamento e in particolare di un lavoro orientato ai glutei, lo squat è uno degli esercizi più importanti del mondo dei sovraccarichi ed ha un ruolo formidabile rispetto agli adattamenti non solo estetici ma anche funzionali.

Per riassumere il concetto potremmo dire che, se è vero che dietro dei glutei importanti c’è sempre l’esecuzione dello squat, non sempre averlo effettuato può regalare in automatico delle natiche scolpite.

Per maggiori dettagli sullo squat e sulla sua esecuzione puoi leggere il mio articolo: Squat: analisi biomeccanica e funzionale.