Se è sbagliato… perchè i profesionisti lo fanno?

Argomento della 286° puntata - 18-04-2017:

Questa è una puntata sfogatoio che però può tornare utile sia ai colleghi che svolgono il mio stesso lavoro, sia a chi siede dall’altra parte e può avere una risposta valida per ogni simile obiezione.

Non c’è evento, meeting, lezione o semplice confronto a tavola dove, dopo aver spiegato per delle mezz’ore argomenti connessi con il fitness, l’allenamento o l’alimentazione, dopo essermi impegnato a chiarire e rendere semplici concetti che affondano le loro radici nella biomeccanica, nella fisiologia o nella scienza delle nutrizione, per spiegare che alcuni modi di fare o di allenarsi, per quanto diffusi, siano del tutto sbagliati, c’è sempre qualcuno che alla fine si sente di obiettare “Ma se è sbagliato… perchè i professionisti lo fanno? “.

Ecco, se anche voi vi siete trovati di fronte a questa domanda, occorre innanzitutto sapere che in realtà noi non sappiamo molto di quello che fanno i professionisti, anzi non ne sappiamo proprio nulla. Quello che crediamo si sapere è ciò che traspare da poche immagini su qualche rivista, qualche breve filmato che può passare in tv o sul web, o l’analisi di un gesto o un dettaglio che abbiamo visto nel corso di una competizione.

Quello che realmente fanno i professionisti lo sanno soltanto loro e, naturalmente, coloro i quali operano professionalmente nel settore del fitness o che li affiancano nella loro preparazione atletica.

Se immaginiamo un professionista come se fosse una pietanza ben riuscita, possiamo comprendere agevolmente che si compone di un mix numerosissimo di elementi, sia per quanto riguarda gli ingredienti che la preparazione, per non parlare della qualità delle materie prime.

Allo stesso modo un campione parte dalla qualità della propria struttura, che geneticamente ha delle basi e degli elementi che gli consentiranno di eccellere, a questo si somma il lavoro di professionisti che li affiancano nel corso della preparazione, dell’allenamento e dell’alimentazione.

Focalizzarsi su un singolo elemento ritenendolo quello che ha determinato il successo atletico è sbagliato, molto più spesso un campione eccelle malgrado commetta degli errori nella sua preparazione e non (ovviamente) grazie ad essi. Perchè anche un campione è un essere umano, talvolta con i suoi rituali o elementi di eccentricità che nulla hanno a che fare con l’intero allenamento.

Il fatto che un professionista faccia qualcosa, e ammesso che vi si dedichi realmente come potrebbe apparire, questo non significa che sia corretta, e non è necessariamente corretta neppure quando funziona, poichè potrebbe avere una serie di rischi che però il professionista non solo è disposto a correre ma è quasi costretto.

Ricalcare gli errori di un professionista sperando di eguagliarlo, senza fermarsi a capire le implicazioni che risiedono dietro ogni elemento espone solo ad un più elevato rischio per la propria performance senza nessuna garanzia di successo.

Non è comportandosi in modo bizzarro o antiscientifico che si diventa dei campioni, occorre essere dei campioni per potersi permettere anche qualche sciocchezza.