Sauna e bagno turco dopo l’allenamento, è corretto?

Argomento della 225° puntata - 15-12-2015:

Sebbene il clima di questo periodo dell’anno possa essere invitante, esporsi ad una sauna o a un bagno turco a fine workout non è una buona idea. Al termine dell’allenamento infatti il nostro corpo ha già perso una consistente quantità di liquidi, permanere in un ambiente caldo umido come quello di una sauna, o ad un bagno turco con temperature che variano dai 40 ai 60 gradi, espone a ulteriori perdite che associate alla condizione di temperatura e umidità elevate facilmente può provocare un colpo di calore o bruschi cali della pressione sanguigna, anch’essa già diminuita dopo un allenamento, che possono portare all’insorgenza di malori e, nei casi più gravi, perfino alla perdita di conoscenza.

Una valida alternativa potrebbe essere invece l’idromassaggio o la doccia scozzese a patto che la temperatura dell’acqua sia più bassa rispetto a quella del corpo. Se la temperatura è tale da far percepire una sensazione di freddo – dopo un allenamento è sufficiente che sia intorno ai 26 gradi – si stimolano le cellule alla riparazione dei danni fisiologicamente arrecati durante l’allenamento e si riduce la comparsa dei dolori nelle ore o nei giorni successivi, migliorando la fase di recupero e quindi ottimizzando i successivi allenamenti. L’acqua fredda inoltre ha una azione vasocostrittrice che agevola il deflusso del sangue dalla periferia verso gli organi che si incaricano dello smaltimento dei prodotti metabolici del muscolo, fornendo una sorta di vero e proprio “lavaggio” delle strutture muscolari.

La pratica dell’idromassaggio con acqua fredda può gradualmente divenire ancora più efficace ai fini del recupero e della gestione dei traumi muscolari abbassando ulteriormente la temperatura dell’acqua sino a raggiungere i 15 gradi ma riducendo i tempi di permanenza al di sotto dei 3 minuti oppure alternando acqua fredda e acqua calda come nella doccia scozzese. In questo caso però è necessario fare prima una breve doccia che possa agevolare una graduale diminuzione della temperatura corporea evitando uno shock termico. E’ una pratica comunemente utilizzata anche da molti sportivi di livello agonistico.