Ritenzione idrica: cause e rimedi

Argomento della 422° puntata - 30 giugno 2020

Un terzo delle donne dichiara di soffrire di ritenzione idrica, molto spesso in realtà si tratta di grasso corporeo, dal momento che la quantità di liquidi che realmente è possibile “ritenere” si aggira al massimo intorno a uno o due litri, quote maggiori indicano quadri patologici complessi.
In ogni caso tra le numerose cause, alcune delle quali caratterizzate da problemi di salute più o meno gravi, quando ci riferiamo a questioni estetiche molto spesso c’è dietro un abuso di farmaci, soprattutto antiinfiammatori o cortisonici, una errata alimentazione, spesso ricca di grassi e povera in frutta e verdura, condizioni di ipertensione o problemi nel circolo sanguigno e nel circolo ematico.

Attenzione però a non lasciarvi ingannare da spot pubblicitari e credenze comuni, bere acque povere di sodio non può aiutarvi in quanto è ininfluente ai fini del bilancio del sodio stesso, così come incrementare troppo la quantità di acqua bevuta può portare a gravi conseguenze come l’iponatriemia, la potomania, emolisi e la disregolazione dei centri superiori.
In altri termini la causa non è mai soltanto una e andrebbero considerati in toto gli stili alimentari, facendo attenzione ai classici consigli dell’amica che potrebbero essere fuorvianti.
In ogni caso in primo luogo è da stabilire se si tratta realmente di ritenzione, perché se è grasso diventa una lotta senza soluzione.

D. Ma quindi come possiamo comprendere se è davvero ritenzione e come possiamo intervenire?

Esistono strumenti diagnostici di semplice accesso come la BIA che si può fare presso qualsiasi nutrizionista, oppure si può valutare in un laboratorio di analisi il peso specifico delle urine. Esistono anche metodi più semplici come verificare se resta l’impronta del dito facendo pressione nelle zone in cui si ritiene vi sia il problema.
A quel punto è necessario valutare una alimentazione meno elaborata e meno calorica, bere in modo adeguato ma senza esagerare e senza eliminare in modo drastico il sale, sebbene vada modulato.

Discorso analogo riguarda gli zuccheri, che attraverso il rilascio di insulina rendono più difficoltosa la ricaptazione dei liquidi linfatici.
Via libera all’attività fisica, sia di tipo aerobico per migliorare il ritorno venoso e quindi l’efficienza vascolare, ma anche attività con sovraccarichi che possono aumentare le dimensioni delle cellule muscolari consentendo lo stoccaggio di maggiore glicogeno che a sua volta richiamerà acqua nelle cellule riducendo la ritenzione.
Ok anche per frutta e verdura, che hanno azione diuretica e aumentano il potassio intracellulare.