Quando l’allenamento fa ingrassare

Argomento della 277° puntata - 14-02-2017:

Chi segue con regolarità i nostri appuntamenti settimanali, ricorderà che già a marzo scorso ci eravamo occupati di un simile problema (rivedi la puntata) spiegando quando e perchè un allenamento fatto male portava a ingrassare più della sedentarietà.

In quell’occasione ci eravamo occupati di segnalare cosa accadeva al corpo nei casi in cui l’intensità e la modalità di lavoro era sottodimensionata rispetto alle proprie potenzialità e ai propri obiettivi, inducendo a credere che (essendosi allenati) ci si poteva alimentare con più leggerezza.

In realtà la medesima circostanza può venirsi a creare in quei soggetti che persistono in allenamenti troppo frequenti e che hanno come obiettivo proprio quello di perdere peso e dimagrire.

L’organismo è una macchina complessa e, ad ogni stimolo, risponde con un adattamento, ma tiene conto anche del numero degli stimoli, della loro intensità e delle pause di recupero tra uno stimolo ed un altro.

Allenamenti troppo frequenti possono indurre stati catabolici importanti, che riguardano soprattutto le masse muscolari. La naturale conseguenza è una riduzione del proprio metabolismo basale, ossia della quota calorica che viene utilizzata di default dal nostro organismo per quelle che sono le richieste e le necessità biologiche finalizzate alla sopravvivenza, ma dal cui regime dipende anche il consumo calorico nelle fasi in cui siamo attivi.

Allenamenti troppo frequenti inducono pertanto un reale rischio di overtraining. Una delle tante risposte che l’organismo mette in campo in questi casi è di natura ormonale, in particolare con l’incremento delle quote di cortisolo, ormone che (tra l’altro) favorisce l’accumulo adiposo.

Non basta, ma allenamenti frequenti e, per quanto intensi inevitabilmente di routine, inducono un adattamento ancora più marcato allo stimolo, che quindi determina una ulteriore diminuzione della richiesta calorica anche nel corso dell’allenamento.

In altri termini i progressi tendono a restare stazionari e, dopo un certo momento, si ottiene perfino un’inversione di rotta per effetto della quale le condizioni di efficienza fisica iniziano a decrementare.

L’overtraining non è affatto un elemento da prendere sottogamba, e spesso il nostro organismo ci lancia messaggi d’allarme inequivocabili, come la scarsa voglia di allenarsi o una percezione della fatica di entità sovradimensionata.

Ostinarsi a voler comunque procedere, non può che aggravare il tutto, tanto più in quelle persone che adottano anche un regime dietetico caloricamente restrittivo.

Per questo più di una volta abbiamo affermato che un buon recupero è meglio di un pessimo allenamento, e nessun eccesso produce mai vantaggi significativi, ma spesso finisce con l’assomigliare all’eccesso opposto in quanto a risultati.