Profumi e odori che fanno ingrassare

Argomento della 420° puntata - 09 giugno 2020

La dottoressa Ayse Sena Mutlu ha condotto un importante e complesso studio per indagare in che modo i neuroni possono influenzare i segnali che, pur senza indurre cambiamenti sulle abitudini alimentari, modificano il metabolismo lipidico.
Quel che non ci si aspettava di trovare era una connessione con il senso dell’olfatto, o perlomeno non una connessione così forte, quel che emerge è che molti profumi ambientali possono attivare neuroni specifici che trasmettono a loro volta informazioni sulla base dello stimolo ricevuto con effetti su tessuti specifici.

Alcuni odori, parliamo naturalmente di studi in laboratorio, attivano o inibiscono in modo selettivo un singolo neurone olfattivo, altri invece si ripercuotono su interi gruppi. Quel che è più interessante è che alcuni di questi profumi possono indurre la mobilizzazione dei grassi attraverso un percorso neuroendocrino che regola direttamente il metabolismo dei grassi.
Questo studio apre nuove prospettive su come è regolato il metabolismo lipidico aiutando a comprendere le ragioni per le quali alcuni soggetti hanno una maggiore refrattarietà metabolica riguardo i lipidi, ma sono importanti anche per comprendere le relazioni con alcune malattie neurodegenerative.
Sebbene la ricerca sia ancora agli inizi, è prevedibile che profumi specifici possano innescare cambiamenti nel metabolismo dei grassi.

D. Quindi non possiamo fin da ora dare consigli su quali profumi utilizzare?

Purtroppo questo non è ancora possibile farlo, tuttavia (e qui tocca rivelare qualche dato sull’età) ricordo che oltre 25 anni fa era possibile trovare in commercio una tavoletta dal nome Logado Diet, che non mi risulta essere più in commercio, e prometteva di sfruttare gli odori per ridurre il senso di appetito e fame nervosa. Ho provato a cercare in internet se fosse ancora in commercio, ma non ne ho trovato traccia, quindi faccio fatica ad affermare il principio di funzionamento, ma poco importa.
Quel che è certo è che con l’avanzare della ricerca scopriamo in continuo connessioni e correlazioni che prima non erano neppure immaginabili. Detto questo, sebbene sia verosimile aspettarsi interessanti sviluppi, è altrettanto opportuno non creare illusioni, sebbene dovesse trovarsi il modo per indurre un selettivo miglioramento nella selezione della fonte energetica, in ogni caso sarà necessario un maggiore consumo energetico per avere risultati in termini di dimagrimento.

Approfondimenti: Ayse Sena Mutlu, Shihong Max Gao, Haining Zhang, Meng C. Wang. Olfactory specificity regulates lipid metabolism through neuroendocrine signaling in Caenorhabditis elegans. Nature Communications, 2020; 11 (1)