Non sapevo di essere grasso

Argomento della 437° puntata

L’importanza di restare in forma è una cosa nota e risaputa, molto spesso però si resta interdetti di fronte a persone in evidente stato di sovrappeso che, malgrado tutto, sembrano incuranti della loro condizione e quasi non si comprende come mai non facciano assolutamente nulla per cambiare una situazione che, per un verso è allarmante, e per l’altro potrebbe essere migliorata con poco sforzo.

Stando a quanto afferma il dott. Mosley, la maggior parte delle persone è del tutto inconsapevole della condizione in cui si trova, aggiungendo che solo il 10% delle persone obese sa di esserlo e, nel caso degli uomini questo dato si riduce ulteriormente, mentre le donne sembrano essere più consapevoli del problema.

La dismorfia corporea è del resto alla base di numerosi problemi e disturbi del comportamento alimentare e non solo, per questo trovo davvero drammatico quando, per non apparire poco “politicamente corretti”, si parla in modo ipocrita del sovrappeso, continuando a ripetere che è importante accettarsi per come si è.

Un discorso è il body shaming, assolutamente da condannare, altro discorso è far illudere le persone alimentando il loro stato patologico. Essere poco chiari, sebbene con il giusto approccio, non fa che cronicizzare la situazione sul singolo e promuovere un approccio distorto in senso generale.

D. In questo periodo di feste non è il caso di iniziare diete, ma abbiamo qualche suggerimento da dare?

Certamente, i suggerimenti che potremmo dare sono tanti, quello più pertinente al periodo è rivolto sia a chi ha consapevolezza del problema che a chi gli sta convivialmente accanto. Molto spesso in queste circostanze vengono “presi in mezzo” servendo appositamente porzioni spropositate, quasi con l’idea che, in quanto grassi, debbano mangiare di più, il tutto si traduce in una condizione simil allegorica, che di divertente non ha nulla.

A questo aggiungo il messaggio di stare attenti ai tanti network marketer dei beveroni, che stante la situazione aumentano e dilagano anche sui social, vittime in prima persona che non disdegnano di fare proseliti.