Non è un paese per sportivi

Argomento della 181° puntata - 09-12-2014:

L’Italia rischia un’ulteriore regressione sul fronte dell’attività fisica con i conseguenti rischi che ne derivano per la salute di tutti. Viviamo in una gigantesca incongruenza dove ciascuno sembra conoscere vantaggi e virtù dell’attività fisica, ma una percentuale ancora troppo esigua si cimenta davvero in una regolare pratica sportiva. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, con condizioni fisiche che spesso sfociano in una situazione patologica facilmente prevenibile con l’attività fisica. Siamo in un Paese in cui amiamo edulcorare ogni cosa, sino a scadere nell’ipocrisia e nel finto buonismo. Non vengono meno a questo atteggiamento anche i media nazionali che, se in una fase storica non troppo distante hanno contribuito a formare e informare oggigiorno sono attenti a ben altro.

Non di rado proprio nelle trasmissioni più amate si assiste a penosi spettacoli in cui va in scena l’ipocrisia più spicciola pur di cavalcare onde buoniste, finti scoop, e falso impegno contro alcune forme di bullismo. Non di rado si affronta infatti il tema del sovrappeso con una leggerezza che non merita, lasciando intendere (o esplicitando chiaramente) che in fondo non c’è alcun problema ad esser grassi e ci si debba accettare per come si è.

Certamente è importante l’accettazione di sè stessi ma questo non significa una passiva subordinazione a errate regole di vita. Questi messaggi producono in realtà una sottovalutazione dei i rischi connessi al sovrappeso e all’obesità, limitandosi ad affrontare la mera questione estetica senza considerate le restanti implicazioni. Nessuno si sognerebbe di dire ad un adolescente che se ha problemi con l’alcool che deve accettarsi per come è, e quindi può implicitamente continuare a bere. Quando si parla di cibo occorre ricordare che gli effetti di una sua assunzione esagerata non sono molto differenti e che, dietro un disturbo alimentare, spesso si cela un altro genere di malessere, e proprio per questo far passare l’idea che basta accettarsi, non consente nè di rimuovere le cause che portano alla sovralimentazione nè i rischi connessi col sovrappeso.

E’ certamente stupido un atteggiamento da bulli rispetto a chi vive una condizione di sovrappeso, ma non meno stupido è chi si sente moralmente al di sopra solo perchè finge di non capire che si tratta in ogni caso di una condizione problematica che merita la giusta attenzione da parte di un professionista.