NinjaWarrior, Parkour, TowerRunning: se il fitness non basta

Argomento della 310° puntata - 05-12-2017:

Cresce il numero di persone che non è sufficientemente appagata dalla “semplice” attività fisica, cui l’adrenalina dell’allenamento e del confronto con se stessi o con degli avversari non basta, e cerca sempre nuove sfide capaci di aumentare non solo il coinvolgimento fisico ma anche quello emotivo.

Le attività citate sono solo alcune di quelle che spopolano e promettono questo tipo di sensazione, si va dalle arrampicate alle camminate acrobatiche con funi, uso di nunchaku, balzi esplosivi tra i fabbricati e le costruzioni urbane, passando per corse in salita lungo gradinate e scalini, o km e km percorsi nel fango.

Da un lato c’è un forte fattore di coesione e appartenenza al gruppo, ma anche la voglia di sentirsi invincibili, così come all’adrenalina e la dopamina rilasciate nel corso dei passaggi più complessi e rischiosi, cui segue anche una forte produzione di endorfine che compensano le sensazioni dolorifiche e in qualche modo innescano una sorta di dipendenza e assuefazione per le quali si è propensi a spingersi sempre oltre.

E’ proprio il confine tra rischio calcolato e desiderio di strafare fanno la differenza tra una pratica estrema ma tutto sommato connotata a desideri e istinti anche ancestrali, e l’incoscienza di mettere a repentaglio la propria sicurezza, e non solo per il rischio insito in alcune di queste attività, ma anche per la loro pratica esasperata e ossessiva.

Del resto siamo ormai talmente inseriti in un contesto sociale sedentario e organizzato che è quasi inevitabile che qualcuno senta il desiderio quasi primitivo di relazionarsi con un ambiente “ostile” e stimolante, ci siamo certamente “autoaddomesticati”, ma anche l’animale più docile ha bisogno del suo momento di sfogo, ed è certamente positivo convogliarlo in una attività fisica più o meno codificata.

Ben vengano quindi attività nuove e adrenaliniche, e guai a demonizzare quelle citate, sono anzi un ottimo stimolo fisico e non solo, ma è necessario riuscire a gestire gli eccessi, siano essi in termini di durata o di rischio. Non basta infatti connotare un impegno fisico con un appellativo orientato al fitness per renderlo necessariamente privo limiti e lati oscuri.

In linea teorica anche porsi sui binari di un treno cercando di scansarsi solo all’ultimo momento ha delle peculiarità fisiche di tutto rilievo, di gestione degli stimoli, prontezza ed esplosività del gesto con il quale si balza lontano dalla locomotore, ma nessuno si sognerebbe di classificarlo come attività estrema nel mondo del fitness.

Poi ci sono quelli per i quali già arrivare puntuali al corso delle 19.00 rappresenta uno sport estremo, ma questo è un altro discorso.