L’attività fisica e il suo ruolo sul microbiota umano

Argomento della 320° puntata - 13-02-2018:

Ciascun individuo è colonizzato da un numero più o meno ampio di microrganismi che è possibile ritrovare sia all’esterno che all’interno del corpo. In particolare i siti maggiormente caratterizzati dalla presenza di microbi sono: la pelle, naso e cavità orale, tratto gastrointestinale e urogenitale.

Il numero di microrganismi che popolano il corpo, sulla superficie e all’interno dei suoi organi, è a tal punto elevato da essere numericamente superiore al totale delle cellule che compongono un adulto. L’essere umano è considerato da questo punto di vista un superorganismo. I microrganismi responsabili di tale colonizzazione appartengono al gruppo dei batteri, degli archea batteri e in misura meno elevata dei funghi. Questi microbi sono presenti fin dal nascita, sebbene possano entrare all’interno dell’ospite anche in una fase successiva mediante il cibo o delle ferite. Le differenti regioni del corpo ospitano un numero differente di batteri, che è estremamente limitato (quasi nullo) negli occhi, mentre è elevatissimo (e sino a 1000 volte maggiore) nell’intestino, dove se ne contano in numero così elevato da rappresentare circa un 1kg di peso.

Proprio l’elevatissimo numero di presenza batteriche in questa localizzazione anatomica, lo rende oggetto di studio oltre che elemento fondamentale per numerosi aspetti della salute umana, pertanto salvo altre specifiche, quando si parla di microbiota si fa riferimento al microbiota intestinale.

La variabilità del microbiota intestinale è influenzata da numerosi fattori, e tra questi l’età del soggetto e la sua alimentazione nel corso della vita.

La crescita delle varie specie in modalità anomala e quindi un disequilibrio (disbiosi) è alla base dell’insorgenza di stati patologici anche gravi, conseguenza di una eccessiva produzione di citochine proinfiammatorie e in linea più generale, può essere causa di gravi patologie che si sviluppano in distretti corporei distanti dall’intestino e che possono andare dall’artrite sino alla nascita di forme tumorali, passando per coliti, sindrome del colon irritabile, ulcere, compromissione delle difese immunitarie, disfunzioni mtaboliche e infiammazioni croniche e perfino nella funzionalità mentale.

Ciò di cui ci alimentiamo è fondamentale per mantenere un equilibrio da parte delle specie batteriche poichè, semplificando in modo estremo, il microbiota si nutre a sua volta di ciò che introduciamo, e questo consente di bilanciare o sbilanciare determinate specie batteriche.

Ebbene l’esercizio fisico, a prescindere dall’alimentazione (sebbene questa rimanga un aspetto fondamentale) può agire in termini estremamente importanti nell’influenzare il microbiota, e in particolare per ridurre lo stato infiammatorio dell’ospite e tutte le conseguenze nefaste, oltre ad un incremento del processo di rigenerazione cellulare.

Lo studio che ha consentito di rilevare queste modifiche è stato condotto anche su dei volontari adulti, rilevando come la pratica di 30/60 minuti di lavoro cardio a giorni alterni in sole 6 settimane ha prodotto significative variazioni nel microbiota.