La scheda e l’alimentazione con le quali non miglioreremo mai!

Argomento della 255° puntata - 12-07-2016:

Viviamo alla continua ricerca di un “talismano” un feticcio grazie al quale ottenere dei risultati o cui attribuire la responsabilità degli insuccessi. La ricerca dell’alibi non conosce limiti, e coinvolge anche l’ambito del fitness.

Così iniziamo a dividere i cibi in buoni e cattivi in maniera assurda, ci comportiamo con gli alimenti alla stregua di una setta religiosa per effetto della quale, a seconda del credo, una bistecca può diventare il corpo di Dio da venerare o l’anticamera per terribili malattie.

Tutto questo passando per cibi più o meno esotici e nuovi, o che tali ci appaiono, sino a marchi puramente commerciali scambiati per prodotti alimentari diversi dagli altri e con fantasiose virtù. In una escalation verso cibi che possono proporre rapide guarigioni, prevenire di tutto, disintossicare e chissà cos’altro.

Il ruolo dell’alimentazione è certamente fondamentale, per questo sarebbe forse il caso di uscire dall’affanno che ci fa ricercare diete assurde e tragicomiche, presunte intolleranze (stranamente uguali per tutti) cibi che condividono con cartone e polistirolo sia il gusto che l’aspetto, applicando semplicemente un po’ di buonsenso. La divisione tra cibi buoni e cattivi, quando non sfocia nel patologico (l’ortoressia) è solo una folle semplificazione dettata dall’incapacità di comprendere meccanismi più complessi e correlati con gli elementi ingeriti e non col cibo che eventualmente li contiene.

Lo stesso discorso vale per l’allenamento, non ci chiediamo mai criticamente cosa possa farci migliorare oppure no, ci aspettiamo che lo possa fare una scheda miracolosa, una scheda con chissà quale trucco e segreto, come se davvero associare in un ordine A o B la sequenza di esercizi potesse essere l’elemento determinate al fine di un risultato o un insuccesso. Le ragioni non cambiano, non vogliamo avere la responsabilità di un lavoro poco intenso e frequente, e preferiamo aspettarci miracoli da un programma di allenamento (la scheda appunto) o attribuirne le colpe.

Proviamo a liberarci da questi fardelli e applicarci con più determinazione verso il l’allenamento, scegliamo un approccio più sereno verso l’alimentazione (anche questo è un modo per coltivare la propria salute), ascoltiamo un po’ meno santoni e autoproclamati guru del fitness, e impariamo a percepire un po’ di più i messaggi che ci lancia il nostro corpo. I risultati arriveranno e, probabilmente, non solo in ambito fitness.