La depressione di oggi provoca gli infarti di domani

Argomento della 429° puntata - 27 ottobre 2020

L’argomento di oggi può sembrar distante dalla nostra comune trattazione di argomenti che riguardano allenamento e alimentazione, ma non è affatto così. Partiamo come sempre dall’inizio: secondo i dati della ricerca scientifica gli stati d’animo caratterizzati da depressione e ansia negli adolescenti aumentano di oltre il 20% il rischio di andare incontro ad infarto in età adulta. Il primo avviso che giunge dai ricercatori svedesi è quello di prestare attenzione alle condizioni emotive dei propri figli nella fascia di età dai 17 ai 19 anni. Al contrario di quel che si potrebbe pensare il grado di resilienza che caratterizza le nuove generazioni potrebbe essere anche minore rispetto a quello delle generazioni passate. Il concetto di resilienza, che sembra dovesse rivoluzionare le nostre coscienze, si è ben presto esaurito e limitato a qualche tatuaggio che contiene tale termine, dimenticando l’importanza della capacità individuale di rispondere allo stress, elemento determinante in ottica preventiva.

D.: La domanda a questo punto è quale possa essere il ruolo dell’allenamento in tutto questo.

Il ruolo dell’allenamento è presto detto, e ovviamente documentato da una ricerca condotta dai ricercatori dell’università canadese, i quali hanno riscontrato come l’attività fisica, e in particolare il lavoro aerobico, ha ripercussioni inaspettate come antidepressivo perfino in soggetti che non denotano grandi miglioramenti dalla terapia farmacologia.
Molto spesso le persone con depressione hanno una compromissione del meccanismo di ricompensa e con quello del controllo cognitivo che sfociano nella difficoltà ad adattare il proprio comportamento al fine di raggiungere un risultato e la perdita di interesse e di piacere che ne può derivare.

Il team di ricerca ha analizzato 66 giovani sottoposti ad allenamento aerobico 3 volte a settimana per 8 settimane con differente grado di intensità. Il campione sottoposto a lavori di intensità medio/alta ha fatto registrare una risposta positiva in termini di impatto sulla riduzione della depressione nel 55% dei casi.
Questo dato, certamente rilevante e clinicamente rilevato, si aggiunge ad altri aspetti che sono già noti a chi si occupa di attività fisica, ossia il ruolo inclusivo posseduto dallo sport in generale, e anche le ricadute in termini ormonali che possono riflettersi positivamente sull’umore.

E’ evidente, e non certo marginale, ribadire che tale pratica determina poi adattamenti cardiocircolatori e metabolici che già autonomamente sono in grado di rimuovere molte delle più frequenti cause organiche di problemi cardiaci, come ipercolesterolemia e sovrappeso.

Ulteriori approfondimenti:

  • European Society of Cardiology. “Depressed or anxious teens risk heart attacks in middle age.” ScienceDaily. ScienceDaily, 26 August 2020
  • CJ Brush et al.: A randomized trial of aerobic exercise for major depression: examining neural indicators of reward and cognitive control as predictors and treatment targets, Cambridge University Press: 24 August 2020