In palestra per dormire o dormire per migliorare in palestra?

Argomento della 294° puntata - 13-06-2017:

Nelle scorse settimane si è fatto un gran parlare di una nuova iniziativa partita da Londra e relativa alla possibilità di partecipare ad un corso del tutto inusuale, che prevede di accedere in palestra per dormire 45 minuti.

Come ogni nuova moda che riguarda il fitness, e ne nascono di nuove ogni giorno, è condito da presunti benefici e dall’immancabile promessa di bruciare calorie. Sorvolando sul fatto che se si vuole avere un po’ di visibilità nel settore occorre evidentemente puntare verso tutto quello che c’è di antiscientifico e sperare in qualche giornalista tirocinante che si avvale del copia-incolla, proviamo ad analizzare se esiste un fondo di verità.

Partiamo col dire che il sonno è un elemento fondamentale non solo per la vita di chiunque ma in modo particolare per chi ricerca il miglioramento della performance sportiva. Nelle ore di sonno infatti avviene un maggior rilascio di ormone della crescita, elemento fondamentale anche per gli adulti perchè è capace di rigenerare e accrescere le strutture cellulari.

Lo stesso ormone della crescita che aiuta a migliorare la performance sportiva è utile anche per coloro che si allenano con l’intento di dimagrire.

Le alterazioni del sonno possono compromettere il recupero sportivo in modo particolarmente grave e, allo stesso modo, uno stato di sovrallenamento può determinare tali alterazioni. Il buon equilibrio relativo alla capacità di addormentarsi in modo relativamente rapido e conservare un sonno profondo è al contempo un elemento sia per il miglioramento della performance che un sintomo relativo all’overtraining.

Quando questo avviene infatti è il caso di riconsiderare e rimodulare il proprio allenamento o eventualmente, meglio se dietro il parere del medico, fare ricorso per periodi adeguati all’impiego di melatonina che può migliorare la qualità del sonno.

Altro elemento determinante è connesso con i ritmi circadiani, una sorta di orologio biologico che è tra l’altro influenzato anche dall’alternanza notte/giorno. Per questo non è importante soltanto il numero di ore di sonno, ma anche in quale momento della giornata esse avvengono. La qualità del sonno è determinata quindi dal momento in cui si va a letto, dalla profondità del sonno e dalla mancanza di eventuali interferenze, che possono essere anche la presenza di luci (ad esempio il banale televisore lasciato acceso).

Questo indizio già aiuta a comprendere che sebbene per alcuni possano apparire come una strategia rigenerante per poi magari riprendere il sedentario lavoro d’ufficio, eventuali pennichelle a metà giornata non possono in alcun modo sostituire il sonno notturno nè fornire vantaggi relativamente simili.

L’idea invece di poter migliorare tutto quanto sopra con una pennichella svolta tutti assieme in un ambiente come quello della palestra, non ha nulla a che vedere con alcuni dei processi segnalati, e meno che mai con un fantomatico aumento delle calorie utilizzate, che non si comprende come possa avvenire nè perchè debba accadere poltrendo in palestra.

Purtroppo il gossip del fitness fa più danni della sedentarietà, e il giornalismo 2.0 che punta ad accaparrarsi solo dei click di sicuro non aiuta.

Del resto persone in dormiveglia all’interno delle palestre se ne vedono da sempre, e sono le stesse che lamentano di non avere risultati.