Il ruolo della genetica nell’allenamento e nella performance

Argomento della 292° puntata - 30-05-2017:

Molto spesso quando si parla di fitness o di sport ci si imbatte in discussioni sulla genetica, accade per individuare dei limiti oltre i quali non si può andare, ma anche per soggetti che sembrano ottenere ottimi risultati anche con un impegno relativamente modesto. Altrettanto di frequente le discussioni degenerano perchè chi ha ottenuto buoni risultati non vuol sentir parlare di genetica, ritenendo che il risultato è solo il frutto del suo lavoro, affermando semmai che la genetica è una scusa per chi non ha voglia di impegnarsi seriamente.

Ebbene, come spesso accade, la verità sta nel mezzo. L’elemento genetico sembra incidere infatti per un buon 50% rispetto a quelli che sono i risultati in termini di performance sportiva, con specifiche caratteristiche che hanno un maggior legame e altre che ne possiedono meno.

Ad esempio, parlando del parametro di resistenza aerobica, sono solo 15 i geni che operano in modo decisivo riguardo il miglioramento della prestazione e, sempre il fattore genetico, influenza sino al 60% il livello di forza muscolare e i relativi adattamenti che ne derivano, adattamenti influenzati dalla distribuzione delle fibre muscolari, anch’esse geneticamente determinate. L’influenza genetica raggiunge limiti ancora più elevati quando si parla di caratteristiche come la mobilità articolare o la coordinazione, e può perfino influenzare la propensione all’attività fisica, che non è quindi un elemento legato semplicemente a fattori sociali.

Qual è il succo del discorso riportato ai casi reali e alla vita di tutti i giorni? Molto semplicemente sebbene un limite genetico esista e sia inconfutabile, utilizzarlo come scusa per non iniziare affatto un programma di allenamento serio e intenso non è una buona idea. Probabilmente è pieno di persone che hanno ottenuto buoni risultati malgrado una genetica sfavorevole. D’altro canto persone che invece sono state in qualche modo baciate dalla fortuna, dovrebbero scendere dal piedistallo dal quale si sentono di dare consigli su come ci si dovrebbe allenare o come ci si dovrebbe alimentare, perchè proprio questa grande variabilità che è geneticamente definita non permette di replicare i risultati replicando i comportamenti sportivi e potrebbe produrre situazioni anche diametralmente opposte rispetto a quanto ci si aspetti.

Infine un elemento determinate sarebbe quello di comprendere in quale direzione la genetica ha reso maggiormente competitivo un soggetto, poichè avere difficoltà nel miglioramento di una caratteristica non significa che sia precluso il raggiungimento di ottimi risultati in un’altra direzione. Importante a tal proposito individuare un professionista del fitness che sappia testare con una valutazione funzionale le aree di maggiore forza lavorando nella direzione che più di altre può fornire risultati motivanti e utili per proseguire.