Il migliore spuntino proteico prima di andare a letto

Argomento della 354° puntata - 11 dic 2018:

L’idea di uno spuntino prima di andare a dormire è un elemento piuttosto consolidato in chi si allena con una certa assiduità, e molto spesso ci si chiede proprio cosa sia meglio introdurre e in che quantità sia opportuno farlo. Basta farsi un giro sui vari gruppi social per vedere simili domande che ricorrono ciclicamente.

Molto spesso la predilezione comune è per qualcosa di proteico, in genere un frullato a base di integratori che unisce all’apporto di proteine anche la semplicità nella preparazione e nella digestione. Quasi mai si cede a una fonte glucidica, quasi tutti (in maniera del tutto infondata a dire il vero) hanno timore che questo contribuisca a ingrassare. E’ un timore infondato perché i carboidrati incrementano tale rischio a prescindere dall’ora in cui vengono introdotti, e tale fenomeno è connesso soprattutto alla quota calorica totale assunta nella giornata e perfino per archi temporali un po’ più lunghi rispetto alle 24 ore. Anzi i carboidrati agevolano il riposo notturno a causa delle ripercussioni ormonali, agevolano quindi il recupero postworkout, e inviano segnali positivi rispetto alla rigenerazione tissutale (ossia alla crescita muscolare).

Ma a prescindere da queste considerazioni, è importante segnalare uno studio condotto dai ricercatori della Florida State University, i quali hanno individuato che consumare una porzione di ricotta, circa 30 minuti prima di andare a letto, sembra avere un effetto positivo sulla qualità del muscolo, sul metabolismo e sulla salute generale. I risultati della ricerca, pubblicata sul British Journal of Nutrition, descrivono che il campione di soggetti è stato costituito da giovani donne attive e, sebbene possa apparire strano, questo è uno dei primi studi del genere in cui viene testato un alimento intero invece di integratori o frullati.

La conferma sull’efficacia di un cibo “intero” ha delle ripercussioni notevoli sia in relazione agli stili alimentari che all’impatto psicologico di ciò che si fa.

Non meno importate è il fatto che gli alimenti interi beneficiano di una serie di effetti aggiuntivi che originano dalla sinergia di vitamine, minerali e altri nutrienti, bilanciati secondo modalità non riprodotte e non riproducibili da un integratore.