Il digiuno che allunga la vita

Argomento della 387° puntata - 22 ottobre 2019:

Tutti quanti noi abbiamo quell’amico che, malgrado mangi tanto non ingrassa mai, e altri che lamentano di ingrassare anche bevendo un bicchiere d’acqua. C’è una spiegazione dietro tutto questo, una ricerca condotta presso l’Institute of Health Sciences, in Svizzera ha fatto emergere che la risposta è in un differente tipo di cellule adipose.

Viviamo in un’epoca di eccessi alimentari, e non a caso ciascuno è sempre alla ricerca di qualche regime dietetico miracoloso che possa garantirgli un vita lunga e in salute, ricerchiamo il miglior integratore, siamo pieni di cibi arricchiti di qualcosa o impoveriti di qualcos’altro, in una sorta di nevrosi collettiva.

Esiste un modo (anzi due) per ottenere realmente dei risultati tangibili in termini di longevità e “rigenerazione cellulare”, un metodo semplice e alla portata di tutti, ed è il digiuno prolungato per 24/36 ore. Per spiegarlo meglio occorre fare 2 piccole premesse, all’interno di ogni cellula abbiamo i famosi mitcondri, che tutti conoscono anche solo come reminescenza della lezione di scienze a scuola. Li possiamo definire nel modo più abusato possibile come le “centrali energetiche dell’organismo”. I mitocondri hanno un proprio DNA che, a titolo di curiosità, ereditiamo dalla mamma.

Il fisiologico processo di invecchiamento porta a un danneggiamento dei mitocondri e alla graduale fuoriuscita di proteine e DNA mitocondriale che raggiunge sia l’interno che l’esterno della cellula provocando uno stato di infiammazione cronica dell’organismo. Infiammazione cronica che, per meccanismi differenti, è anche favorita dal sovrappeso e dalla percentuale di grasso corporeo.

Il digiuno prolungato, per 24/36 ore (che può essere fatto anche solo una volta al mese), innesca un processo definito “autofagia”, questo processo è capace di “disassemblare” cellule e mitocondri disfunzionali (e invecchiati) riciclando il materiale di cui sono composti ed evitando le reazioni a cascata che portano allo stato infiammatorio, e in aggiunta favoriscono anche la stabilità dei telomeri, la parte terminale dei cromosomi che ha il ruolo di rappresentare una sorta di “cappuccio protettivo”.

D. Ci sono delle regole prima di iniziare un simile digiuno? E ci sono delle alternative per ottenere lo stesso risultato?

Prima di cominciare con il digiuno prolungato occorre accertarsi di non avere alcun problema di salute che sconsigli una simile procedura, inoltre l’approccio deve essere graduale, quindi provando prima con 12 ore di digiuno, per poi gradualmente provare ad aumentare la durata, considerato sempre che è una procedura da fare saltuariamente. Quando ci si sentirà pronti è poi opportuno scegliere dei giorni in cui possiamo stare a casa, senza impegni fisici importarti e ovviamente senza mai limitare l’idratazione.

Esiste anche una alternativa che porta i medesimi effetti e che personalmente mi sento di preferire, si tratta di inserire delle sessioni di cardiofitness, almeno 4 volte a settimana e della durata minima di 30 minuti. E’ una alternativa da preferire anche perché il tipo di vantaggi si estende all’efficienza cardiocircolatoria e non solo.