Fitness in gravidanza

Argomento della 185° puntata - 06-01-2015:

La gravidanza è una condizione fisiologica di ogni mammifero, uomo compreso, e non uno stato patologico. Sebbene molte persone temano di fare attività fisica in questa circostanza, non vi è ragione per interrompere gli allenamenti, soprattutto in soggetti che sono sempre stati sportivi.

Certamente occorrerà maggiore accortezza nelle primissime fasi, quelle tipiche dell’annidamento e, soprattutto per quelle discipline che implicano impatti fortemente traumatici, ma in tutte le altre circostanze l’attività fisica produce vantaggi e non solo per la madre. Ulteriori conferme giungono da studi recenti condotti in Svezia e Canada.
Dalla ricerca, condotta su un campione di oltre 160 donne, è emerso che i neonati concepiti da madri sedentarie presentavano una maggior numero di complicanze oltre ad avere un peso nettamente superiore alla media, evento che può essere ritenuto anche un campanello d’allarme per quella che sarà la vita nella fase adulta.

Come se non bastasse l’analisi della memoria uditiva dei neonati figli di donne fisicamente attive ha consentito di constatare un’attività cerebrale più matura, il che lascia supporre uno sviluppo più rapido delle strutture superiori.

Le discipline da preferire in questa fase sono certamente quelle di tipo aerobico e con un modesto impatto globale, dalla camminata alla corsa blanda, passando per il nuoto e le escursioni in bicicletta. Sconsigliata, come già detto, ogni attività fortemente impattante, che preveda sforzi eccessivi, o che determini un’attivazione della frequenza cardiaca al di sopra del 70% della FCM.

Infine tra i vantaggi indiretti che mi sentirei di aggiungere, le probabilità che il figlio di una mamma fisicamente attiva divenga a sua volta uno sportivo praticante per il quale l’attività fisica diviene uno stile di vita sono ancora maggiori, consentendo di protrarre davvero per tutta la vita i vantaggi di questo piccolo gesto materno.