Fitness e tecnologia: abbinata imperfetta

Argomento della 188° puntata - 27-01-2015:

E’ un vero boom di applicazioni, braccialetti per monitorare l’attività fisica, smartwatch, cardiofrequenzimetri di ultima generazione. Peccato che i risultati che è possibile vedere in giro non sono molto diversi da quelli che probabilmente si vedevano 10 o 20 anni fa quando nulla di tutto questo era anche solo immaginabile, e al massimo si poteva disporre di un contapassi.

Tutti oggetti capaci di registrare in ogni momento condizioni fisiche e performance atletiche, supporti di grande utilità se usati correttamente, ma tecnicamente inutili nelle mani di chi non possiede alcuna competenza riguardo i principi base dell’allenamento e rischia di affidarsi ciecamente ad uno strumento ritenendolo risolutivo di ogni problema. Il mondo del fitness del resto è da sempre vittima di quelli che possiamo ritenere dei faux amis: termini tipici di una lingua straniera che tanto somigliano alla nostra ma il cui significato non ha nulla a che vedere con quello che appare. Nella comprensione di una lingua straniera i faux amis non solo provocano una traduzione completamente errata, ma forniscono a ciascun incauto aspirante poliglotta la convinzione d’aver capito esattamente di cosa si sta parlando.

Nel fitness la presunzione d’aver capito tutto affidandosi semplicemente alla tecnologia (in tutte le sue forme) può indurre in macroscopici errori gli appassionati di attività motoria, o perlomeno esporre a rischio quelli fra loro che dovessero dimostrarsi pigri quando si tratta di approfondire le proprie competenze sul fronte teorico. Nel campo del fitness nasce un faux amis ogni volta che le esigenze di marketing divengono prioritarie rispetto a tutto il resto, e non di rado si sfrutta la tendenza del momento per la loro veicolazione, creando delle aberrazioni pur partendo da principi assolutamente corretti.