Effetti (negativi) della crioterapia post allenamento.

Argomento della 410° puntata - 31 marzo 2020

La terapia del freddo post allenamento è diventata ormai un must, sostenuta tra l’altro da molti campioni che la promuovono più o meno direttamente. A seconda delle disponibilità economiche di ciascuno si cerca di replicare, chi non ha molte risorse si accontenta di una doccia fredda, risparmiando anche sulla bolletta del gas, chi sopperisce con l’ingegno si organizza con un bagno nell’acqua e ghiaccio e, chi è più facoltoso può accedere alla vera crioterapia in macchinari appositi.

Qui occorre fare 2 premesse, il fatto che un campione dello sport faccia qualcosa, non significa che replicandola avremo i medesimi benefici, poichè ogni azione deve essere commisurata alle condizioni di partenza, e il volume di allenamento assieme alla sua intensità in un soggetto agonista di vertice, non hanno paragoni con quelli di un appassionato.

In secondo luogo, per chi non lo sapesse, la terapia del freddo è usata da molti sportivi per migliorare il recupero e ridurre gli stati dolorosi, quindi non stiamo facendo riferimento a veri trattamenti terapeutici con finalità mediche, che possono coinvolgere dalle contusioni al trattamento delle verruche.

Alla base della terapia del freddo c’è la riduzione del flusso ematico per la naturale vasocostrizione, che a sua volta riduce gonfiore e infiammazione nei tessuti e nei muscoli.

Tuttavia le notizie che giungono dall’università di Maastricht spengono gli entusiasmi, è stato infatti verificato il ruolo del freddo nella rigenerazione tissutale, ossia nella sintesi proteica che di norma aumenta dopo l’allenamento così come conseguenza dell’introduzione proteica. Stando agli studi eseguiti con tecniche sofisticatissime a base di traccianti isotopici e biopsie, l’esposizione al freddo dei bagni ghiacciati provoca una sostanziale riduzione della sintesi proteica.

D. Questo significa che è tutto sbagliato o, come al solito, dipende dai casi e dalle esigenze dell’atleta?

Non è tutto sbagliato, ancora una volta ogni aspetto che riguarda il fitness e l’allenamento è costellato da una serie di “dipende”, che a volte servono anche a farci comprendere la complessità delle cose che possono esserci anche dietro una banale doccia fredda.

Se la condizione del soggetto, il tipo di allenamento, magari la competizione appena conclusa, lascia presagire un disagio a livello muscolare che può ripercuotersi in termini di recupero per successivi allenamenti o competizioni, la terapia del freddo potrà essere utile e giustificata.

Se l’obiettivo è quello di incrementare la sintesi proteica, ad esempio per i tanti ascoltatori che si dedicano al bodybuilding in modo più o meno concreto, allora il tutto sarebbe da riconsiderare, esattamente per le medesime ragioni che già qualche settimana fa abbiamo citato a proposito della vitamina C.

Tra questi 2 estremi si inserisce lo sportivo della domenica, il quale di fatto non fa nulla per somigliare ad uno sportivo, se non prendere integratori, vestirsi fluo e… pagare per la crioterapia, ma non so non sicuro che anche questo sia fitness.

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Approfondimenti: D. van Marken Lichtenbelt, Lex B. Verdijk, Luc J.C. Loon. Postexercise cooling impairs muscle protein synthesis rates in recreational athletes. The Journal of Physiology, 2019