Donne, allenamento e menopausa

Argomento della 432° puntata

Uomini e donne sono differenti sotto numerosi punti di vista se li osserviamo dal profilo fisiologico. Uno degli elementi che è sia causa che effetto di tali differenze è dato dalla produzione ormonale che, nella donna, non solo è molto più complessa, ma dopo la menopausa si modifica ulteriormente con un calo nella produzione degli estrogeni.

Questa variazione provoca numerose conseguenze, tra queste anche una differente collocazione del grasso corporeo e un aumento del rischio cardiovascolare che, rispetto agli uomini, è significativamente minore nella fase precedente la menopausa.

Quello che è stato recentemente individuato è una marcata difficoltà anche nella generazione di nuovi capillari sanguigni a livello muscolare. La presenza dei capillari ha numerose funzioni e tra queste consentire un migliore scambio anche di zuccheri e grassi con le strutture muscolari, riducendo di conseguenza non solo i rischi cardiovascolari, ma anche l’insulinoresistenza e una serie di problemi accessori come la ritenzione idrica.

Questa osservazione giunge dai ricercatori dell’università di Copenhagen che hanno verificato come, malgrado allenamenti specifici per un periodo di 8 settimane, non si assisteva a un significativa incremento del letto capillare riducendo alcuni benefici correlati all’attività fisica.

D. Questo naturalmente non significa che sia inutile allenarsi dopo la menopausa, giusto?

Assolutamente, questo segnala che non solo non è inutile, ma è ancora più importante allenarsi sia prima che la menopausa sopraggiunga, per garantirsi una maggiore e più efficace rete vascolare, sia dopo la menopausa perché venendo meno alcuni miglioramenti come quelli indicati, diventa ancora più importante compensare con altri tipi di meccanismi che vanno dal miglioramento dell’assetto metabolico alla riduzione delle adiposità.

Ricordiamo inoltre che la menopausa è anche uno dei momenti critici per la salute delle ossa, la riduzione degli estrogeni agevola infatti il processo di demineralizzazione, e diviene determinante anche in questo caso sia un allenamento e una alimentazione adeguata nella fase giovanile (migliorando la densità ossea), sia nella fase successiva poichè lo stimolo muscolare è uno dei metodi migliori per contrastare la demineralizzazione che, nei casi più gravi, può poi sfociare nell’osteoporosi.

Approfondimenti:

L. N. Olsen, B. Hoier, C. V. Hansen, M. Leinum, H. H. Carter, T. S. Jorgensen, J. Bangsbo, Y. Hellsten. Angiogenic potential is reduced in skeletal muscle of aged women. The Journal of Physiology, 2020