Dalla grelina un aiuto per i muscoli

Argomento della 433° puntata

L’ambito ormonale non smette di fornirci nuove scoperte, quella segnalata è tutta italiana e si basa sugli studi tuttora in corso della Dottoressa Agosti dell’università del Piemonte Orientale. Oggetto dello studio è la grelina, potremmo per semplificare definirla come la sorella meno nota della leptina.

Questi due ormoni concorrono tra l’altro con la regolazione dell’appetito, un aumento della leptina dovrebbe indurre una condizione di sazietà, mentre un aumento della grelina un incremento dell’appetito. Come tutti gli ormoni sono governati da meccanismi più complessi, e regolano una cascata di reazioni e, per essere più precisi, sarebbe meglio affermare che un esubero calorico stimola la leptina, che quindi comunica la sazietà, mentre un deficit stimola la grelina che quindi dovrebbe indurre ad un aumento dell’appetito.

Per complicare le cose esistono differenti tipi di grelina con recettori e compiti specifici, quello su cui si è concentrata la ricerca si basa sulla capacità di una di queste forme di contrastare la perdita di massa muscolare soprattutto nella fase adulta e anziana della vita, dove la riduzione dei muscoli è purtroppo fisiologica e, nei casi più gravi può sfociare nella sarcopenia, una drastica diminuzione che si associa a una serie di ulteriori problemi di natura metabolica, sociale, ma anche correlati alla vita di tutti i giorni dove, la perdita di forza, può associarsi anche ad una riduzione dell’equilibrio e di altre funzioni comuni.

D. Se la grelina ha queste funzioni, abbiamo un modo per stimolarne la produzione?

Si, abbiamo un modo molto semplice che è legato alla nostra alimentazione. Ma prima è doveroso sottolineare ancora una volta che stiamo parlando di studi in fase iniziale, che tanto ancora hanno da dirci ma, come detto in premessa, se si tratta di ormoni regolati dal nostro comportamento alimentare, è evidente che la sovralimentazione non favorisce di certo il rilascio di grelina, quindi non solo non aiuta la nostra muscolatura, ma induce anche ad un potenziale sovrappeso e accumulo di grasso.
A proposito di grasso, non occorre invece attendere alcuno ulteriore studio, per affermare che una sua presenza eccessiva determina una azione avversa nei confronti del testosterone, e questo anche nei più giovani, agevolando attraverso il suo corredo enzimatico (in particolare le aromatasi) la conversione in estradiolo.

Una minore disponibilità di testosterone, questo credo sia noto a tutti, gioca un ruolo certamente negativo a carico della muscolatura scheletrica potendola compromettere anche gravemente.

Quindi una corretta alimentazione e, ancora una volta l’esercizio fisico, concorrono a supportare la sintesi ormonale che, a sua volta, ha ricadute favorevoli sull’intero organismo. Si può scegliere con il proprio stile di vita se inserirsi in un circolo vizioso o un circolo virtuoso.