Cresce la dipendenza verso le fitnessAPP

Argomento della 169° puntata - 08-07-2014:

Le applicazioni dedicate al fitness da utilizzare con il proprio smartphone eventualmente da abbinare ad altri dispositivi (gps, cardiofrequenzimetri ecc.) continuano a perfezionarsi e ad arricchirsi di funzionalità.

Tutto questo è certamente positivo, peccato che una recente indagine confermi la nascita quasi di una mania o di una dipendenza da questo genere di applicazioni. L’allenamento 2.0 se da un lato offre numerosi vantaggi quando ci si limita ad utilizzare un dispositivo che aiuta a valutare la performance, può divenire un elemento di ulteriore stress per chi non ha obiettivi di alto livello. Si finisce col subire una sorta di frustrazione nei periodi in cui si registra un calo significativo, e la situazione peggiora se le applicazioni sono connesse con un social network (e lo sono quasi sempre), poichè si percepisce e si teme il giudizio degli altri utenti e emici connessi.

Naturalmente questa non è una critica o un ammonimento, ed ancor meno un invito a non usare la tecnologia in ambito fitness. Tutt’altro sarebbe sciocco ed anacronistico non utilizzare strumenti utili nella programmazione e svolgimento del lavoro che per molti hanno anche un effetto motivante. Anzi magari fosse già disponibile per tutti la maglia super tecnologica che dialoga col cellulare durante l’allenamento misurando tutta una serie di parametri vitali, incluso il livello di stress. E sarebbe fantastico se successive applicazioni correggessero anche gli errori nell’esecuzione degli esercizi.

L’invito è semplicemente quello di non far diventare l’impiego della tecnologia un ulteriore elemento di stress che può inficiare il piacere di una sessione di running o di allenamento in palestra.

L’auspicio è che non divenga una mania, come quella che già ha contagiato molte persone più preoccupate di fotografare le pietanze che hanno nel piatto per condividerle su FaceBook, piuttosto che rilassarsi e godere del loro sapore.