Calcolo delle calorie: 2+2 non fa sempre 4!

Argomento della 408° puntata - 17 marzo 2020

Nel mondo del fitness il calcolo delle calorie è quasi un’ossessione, e moltissime persone hanno app per tenere sotto traccia ogni singolo alimento introdotto, e la scelta di cosa assumere, quanto e quando è strettamente connessa col potere calorico. Tutto quello che non rientra nella quota calorica consentita è definito in modo gergale “sgarro”.

Già questo atteggiamento ha ripercussioni negative, non ultimo sull’umore e attraverso questo anche a livello ormonale, con tutto quello che può comportare. Ma la cosa si complica quando si pensa di poter interscambiare gli alimenti a patto di rispettare la quota calorica. Poiché se è vero che in termini di aumento e perdita di peso il fattore calorico è determinante, è altrettanto vero che la quota di proteine, carboidrati e grassi introdotti è un fattore fondamentale nella gestione delle esigenze corporee, e del fabbisogno dei singoli macronutrienti che possiedono caratteristiche e ruoli completamente differenti.

Capita che quello che viene definito “sgarro” non è più un elemento inserito nel weekend per tenere alto il metabolismo (è questa la scusa ufficiale), ma un fattore necessario a distendere i nervi messi in tensione dopo 5 giorni di controllo maniacale, senza rendersi conto che quel surplus calorico è come se fosse spalmato su tutti gli altri giorni, vanificando in tutto o in parte le aspettative, e compromettendo la condizione emotiva.

D. Visto che hai parlato di “sgarro” e di weekend mi verrebbe da chiedere come interferisce l’alcol in tutto questo.

Certamente nel weekend la possibilità di introdurre dell’alcool è maggiormente probabile, il numero di persone che chiede nei gruppi face book come gestirlo e elevatissima, questo è un caso perfetto di come 2+2 non fa sempre 4 entra. La maggioranza delle persone è convinta che basti calcolare la quota calorica fornita dagli alcolici per ridurne gli impatti.

L’alcool purtroppo fa storia a se, ed in grado di creare una serie di compromissioni sia in acuto che in cronico capaci di compromettere gli effetti dell’allenamento. Ha infatti effetti negati sulla quota di testosterone prodotto, ormone determinante per chi pratica attività sportiva. Per non parlare del fatto che il suo metabolismo pone in secondo piano quello lipidico, e alla lunga (oltre ai problemi sulla salute) incide sulla performance (anche estetica). Addirittura la birra, essendo prodotta dal luppolo, può risentire degli effetti dei fitoestrogeni naturalmente presenti in esso. Con questo non intendo fare allarmismo o mettere al bando gli alcolici, non amo un atteggiamento di privazione ascetica e non lo ritengo utile.

Ma occorre uscire dalla tendenza di usare le calorie come unica moneta per valutare cosa assumere e se assumerla, pechè il corpo è una macchina di una complessità enorme, non certo riconducibile a 2 semplici calcoli.

Tornando brevemente all’alcol per correttezza occorre dire che non esiste una dose di ritenuta “sicura”, ma è altrettanto vero che rientra in quel gruppo di elementi dove gli effetti sono di tipo dose-risposta.