Allenamento prima e durante la gravidanza

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Argomento della 449° puntata

Ci stiamo gradualmente liberando del vecchio retaggio secondo cui durante la gravidanza occorre evitare di muoversi o allenarsi, e i dati della ricerca scientifica ci forniscono una mano. Uno degli ultimi riguarda l’incidenza del diabete gestazionale, una condizione abbastanza frequente che può esporre a complicazioni il parto e la salute stessa del bambino. Secondo un primo studio osservazionale si suppone che la quantità di allenamento dovrebbe essere di almeno una quarantina di minuti ogni giorno nel corso del primo trimestre di gravidanza, naturalmente sempre sotto controllo medico.
Nel periodo della gravidanza le donne risultano maggiormente ricettive ai cambiamenti, quindi anche l’avvio dell’attività fisica può essere uno strumento per restare costanti anche dopo il parto.
Ad oggi sappiamo invece che normalmente l’attività fisica diminuisce dopo il secondo o terzo mese in modo marcato e ingiustificato, o un esiguo numero di donne (precedentemente attive o sedentarie) talvolta assume un atteggiamento opposto, con desiderio di strafare.
La giusta via di mezzo invece permetterebbe di intervenire su più fronti, anche riguardo la prevenzione dell’ipertensione, dell’incontinenza urinaria, della trombosi venosa profonda, potrebbe agevolare il calo ponderale nel post gravidanza, ridurre degli stati ansiosi e depressivi post-parto, sino al mal di schiena, all’insonnia e alla nausea.

D. Ma ci sono degli accorgimenti particolari per chi vuole restare attiva?

Si, questo certamente, alcune abbastanza di buon senso, altre magari meno intuitive. Al primo posto sono certamente da segnalare le attività che prevedono salti, scossoni, rapidi cambi di direzione, e impatti potenzialmente traumatici. Idem per lavori isometrici o a glottide chiusa. Questo vale sempre e in ogni tappa della gravidanza.
Lo steso vale nei casi di gravidanza a rischio o precedenti gravidanze a rischio, situazioni per le quali il parere dello specialista è d’obbligo.
Andando incontro alla bella stagione attenzione va fatta anche riguardo la temperatura corporea, un aumento di anche 1 solo grado può indurre ipertermia fetale, per questo è necessaria un’ottima idratazione e la pratica in ambienti freschi.
Le attività consigliate restano quelle prevalentemente aerobiche e con coinvolgimento delle grandi masse muscolari (cammino, nuoto, ciclismo), Il lavoro in acqua riduce la FC, agevola la termoregolazione, riduce gli stati edematosi migliorando il circolo sanguigno e linfatico, ma sotto la supervisione di professionisti, e con le dovute precauzioni, si può svolgere anche un lavoro con sovraccarichi e resistenze per la sollecitazione della forza muscolare.


Approfondimenti:
Samantha F. Ehrlich , et al.: Exercise During the First Trimester of Pregnancy and the Risks of Abnormal Screening and Gestational Diabetes Mellitus